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Venezuela, il popolo in massa difende Maduro e Lopez si rifugia nell'ambasciata cilena. Il golpe è fallito

 
 


di Fabrizio Verde

La marea rossa invade e Miraflores a Caracas. Circonda il palazzo presidenziale in difesa di Nicolas Maduro, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela. L’unico presidente. Bisogna specificarlo perché i fake media continuano ancora a definire il golpista Guaido presidente incaricato. 

 

Proprio come accadde nel 2002 quando il comandante Chavez fu deposto per quasi 48 ore, l’unione civico-militare venezuelana sconfigge l’ennesimo colpo di mano ordito da chi non riesce a conquistare il potere per via democratica. 

La marea rossa scende in campo a difesa del presidente Maduro. Uomo che in questo momento rappresenta la continuità con quella politiche di segno socialista iniziate con la gestione di Hugo Chavez e l’avvio della Rivoluzione Bolivariana. Politiche che hanno permesso al Venezuela di risollevarsi dopo la nefasta ‘larga noche neoliberal’ che danni inenarrabili ha prodotto in tutta l’America Latina. I venezuelani hanno ancora negli occhi il massacro del Caracazo. Non permetteranno che le lancette della storia siano portate indietro. 

 

In questo momento Maduro rappresenta la Rivoluzione Bolivariana.

Le due milioni e mezzo di case popolari consegnate. Le missioni sociali. I proventi del petrolio utilizzati per finanziare gli investimenti nel welfare state. La classe operaia, i lavoratori, i militari forgiati con la dottrina di Chavez, sono coscienti di cosa potrebbe accadere se il governo Maduro fosse rovesciato. D’altronde basta volgere lo sguardo non troppo lontano, all’Argentina governata (ancora per poco) dal neoliberista Macri, per vedere cosa ne sarebbe del Venezuela. Quindi la marea rossa si schiera a netta difesa di Maduro e della Rivoluzione Bolivariana.



 

Il golpe è fallito. Mentre il popolo in massa è a Miraflores per difendere Maduro, il golpista Lopez ripara nell’ambasciata del Cile raggiungendo il suo sodale Freddy Guevara. Alcuni militari disertori sono invece segnalati presso la sede diplomatica del Brasile. 

 

La dimostrazione plastica dell’ennesimo fallimento golpista di un’opposizione manovrata da Washington e frustrata perché nonostante le illegali sanzioni che strozzano l’economia di Caracas il popolo continua a difendere con le unghie e con i denti la Rivoluzione Bolivariana. 

 

La posta in palio è altissima, il popolo ne è cosciente.

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