11 SETTEMBRE 2001: LA MADRE DI TUTTE LE PROVOCAZIONI

304
11 SETTEMBRE 2001: LA MADRE DI TUTTE LE PROVOCAZIONI

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Oggi i nostri mass media ricordano tra fiumi di retorica gli avvenimenti dell’11 settembre di 25 anni fa con il crollo delle torri gemelle e l’attacco al Pentagono che costituirono la scusa per scatenare la cosiddetta “guerra al terrore”

Ne fecero le spese l’Afghanistan, sottoposto a 20 anni di devastazioni e massacri e l’Iraq distrutto con la guerra del 2003; ma le conseguenze di quegli avvenimenti sono sempre vive tuttora.

E’ovvio l’aspetto politico della questione: quella tragedia servì ad alimentare e scatenare i sogni suprematisti di dominio mondiale di gran parte della classe dirigente statunitense.

Voglio però, da ingegnere chimico ed ex ricercatore scientifico, esaminare piuttosto le spiegazioni tecniche su quegli avvenimenti date dalla commissione ufficiale di inchiesta statunitense.

Queste spiegazioni e conclusioni furono considerate assurde ed inaccettabili in un noto documento sottoscritto da migliaia di ingegneri fisici, professori universitari di materie scientifiche, e altri tecnici e scienziati statunitensi.

Le torri gemelle non caddero ovviamente per l’urto degli aerei, troppo leggeri per causare il crollo di due giganti che avevano una struttura di oltre 200 pilastri di acciaio massiccio. Infatti il crollo verticale improvviso e velocissimo avvenne dopo circa un’ora e circa mezzora nei due casi, secondo modalità tipiche degli edifici da demolire precedentemente minati.

La spiegazione della commissione d’inchiesta fu che gli incendi dovuti al cherosene degli aerei (peraltro piuttosto modesti, localizzati solo nei punti di impatto, e in fase di spegnimento) avrebbero “rammollito” le strutture d’acciaio (peraltro anche protette con amianto) fino a provocare il crollo.

Elementari calcoli tecnici dimostrano che le temperature raggiungibili con la combustione di cherosene non avrebbero potuto innescare il “rammollimento” che avviene solo a temperature di 1000 gradi. Solo un esplosivo chimico ad alto potenziale, tipico degli usi militari, avrebbe potuto causare quel danno.

Inoltre le torri erano state garantite dai costruttori per poter resistere per 6 ore almeno ad un incendio a temperatura di 1000 gradi. Se la garanzia si fosse dimostrata falsa, i costruttori avrebbero dovuto essere arrestati insieme ai gestori delle strutture.

Ma il fatto più incredibile che riguarda le torri gemelle è che circa 8 ore dopo le torri crollò improvvisamente (ma subito dopo che era stato fatto sgombrare d’autorità) anche un terzo grattacielo (cosiddetto edificio N. 7 del World Trade Center) che non era stato colpito da nessun aereo e non era stato minimamente investito dalle torri durante la caduta, distando da esse almeno un centinaio di metri.

La commissione – probabilmente perché incapace di dare una spiegazione logica – ha semplicemente omesso di citare il crollo del terzo grattacielo. Solo dopo molti anni, e molte contestazioni, si sono date confuse spiegazioni su un incendio che sarebbe scoppiato e che nessuno ha visto.

Passando all’attacco al Pentagono, questo sarebbe stato fatto da un aereo pilotato da un terrorista che aveva fatto solo qualche lezione di volo su un aereo leggero, ma che nell’occasione sarebbe stato capace di far fare all’aereo una difficilissima conversione ad U in picchiata, avrebbe sorvolato poi per chilometri a pochi metri dal suolo zone abitate ed un paio di autostrade (anche se nessun testimone lo ha mai visto), per poi colpire il muro esterno del Pentagono.

Senonché il buco nel muro del Pentagono apparve ai primi rilevatori troppo stretto per contenere la carlinga di un aereo, mentre il fatto che risultassero bucati vari muri interni di cemento massiccio fa pensare piuttosto ad un missile ad alto potenziale. All’esterno non si notava abbondanze di rottami o corpi o bagagli sparsi, tranne un unico motore.

La cosa più singolare è che, essendo il Pentagono uno dei siti più sorvegliati della Terra, sarebbe stato possibile esaminare i filmati di oltre 200 telecamere. Invece tutti i nastri furono subito sequestrati dall’FBI e mai più mostrati. Esiste agli atti solo un confuso singolo fotogramma in cui sulla destra compare una specie di punta conica di difficile interpretazione.

Un eguale assenza di frammenti significativi, corpi o bagagli appare sulla scena del quarto aereo cha sarebbe caduto in Pennsylvania lasciando solo uno stranissimo buco profondo verticale nel quale si sarebbe infilato, invece di schiantarsi al suolo.

La cosa più sorprendente è che non sia stato fatto alcun tentativo serio di recuperare dal buco resti di aereo o umani (forse perché non esistevano?).

Però l’FBI è stata in grado dopo poche ore di dare i nomi di tutti gli attentatori arabi, benché negli elenchi dei passeggeri non comparisse nemmeno un nome arabo.

Al termine di questo esame necessariamente schematico, sorge spontanea la domanda:” ma perché la commissione di inchiesta ha fornito tante spiegazioni fasulle e si è trincerata dietro tante incredibili omissioni” ? Al buon senso e all’intelligenza del lettore la risposta.

L’affare delle torri gemelle sembra rientrare in quella lunga serie di provocazioni che ha giustificato guerre e aggressioni: dalla provetta mostrata da Powel che giustificò la prima guerra all’Iraq; alla presunta strage di Racac (dimostratasi completamente falsa) che giustificò l’attacco del 1999 alla Jugoslavia; alla falsa strage di Timisoara utilizzata per il colpo di stato contro Ceausescu; al presunto genocidio di Srebrenica che servì per l’intervento della NATO in Bosnia, in realtà smentito nei primi documenti ufficiali dell’ONU; fino alla presunta strage di Bucha (su cui è stata sempre rifiutata un’inchiesta neutrale chiesta dalla Russia) che è servita a far fallire i colloqui di pace di Istambul nel 2022.

Ma di tutto questo non ascolterete niente nei nostri telegiornali, che si scateneranno nelle solite narrazioni e nelle solite tonnellate di retorica.

 

Roma, 11 settembre 2026, Vincenzo Brandi

Vincenzo Brandi

Vincenzo Brandi

Vincenzo Brandi: ex ricercatore scientifico all’ENEA nel settore energetico, ora in pensione, negli anni ’50 e ’60 aveva militato nella FIGC e nel PCI. Dopo l’uscita dal PCI ha partecipato alle lotte del ’68 essendo uno dei leader della contestazione ed occupazione dell’ENEA. Ha militato poi in Lotta Continua e più recentemente nel PRC da cui si è allontanato per gravi divergenze con la linea di Bertinotti. E’stato tra i fondatori del Comitato No NATO insieme a Giulietto Chiesa e Manlio Dinucci. Attualmente è presidente del gruppo G.A.MA.DI (Gruppo Atei Materialisti Dialettici), membro del gruppo NO WAR e del Comitato con la Palestina nel Cuore. Partecipa al Coordinamento Palestina ed al Coordinamento No NATO

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica di Giuseppe Giannini L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica

L'AFD, il liberismo e la sinistra sistemica

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti