Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

552
Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Antonio Di Siena

 

La coda di un’estate in cui oltre il 70% dei dipendenti del settore turistico guadagna meno di 14.800 euro l’anno, percentuale che al Sud interessa quattro lavoratori su cinque (Filcams CGIL) e più di un italiano su tre non può permettersi manco una settimana di vacanza (Eurostat) ci regala l’ennesima perla del turismo in salsa pugliese.

Spesso ho definito la mia regione un grande ristorante vista mare, ma con tutta evidenza sono stato troppo ottimista e poco lungimirante: adesso si è passati ad apparecchiare direttamente i monumenti.

Dopo aver ospitato James Bond e Mel Gibson, il meraviglioso ponte dell’acquedotto di Gravina, infatti, è stato trasformato in una gigantesca sala da pranzo - banchetto di 5 ore, 110 commensali e 390 dollari a persona - dal format enogastronomico (ovviamente americano) “Outstanding in the Field". Il tutto, come al solito, per “esaltare la tradizione murgiana”.

Un’espressione, quest’ultima, vera parola passe-partout buona per qualsiasi località in predicato di diventare “attrattiva”, che spiega meglio di qualunque altra cosa quanto sta accadendo: una cultura gastronomica secolare, nata e cresciuta dalla terra e con la terra, che ha fatto di semplicità, povertà e necessità il proprio carattere distintivo, che diventa improvvisamente un’esperienza gourmet. Il volano per promuovere un territorio che non viene più concepito come qualcosa da studiare, conoscere, comprendere e preservare. Ma solamente come fosse una scenografia da “valorizzare”, o meglio apparecchiare, per poi metterla a rendita coi soldi di danarosi viandanti d’oltreoceano impazienti di conoscere un luogo semplicemente mangiandoci su. Con buona pace di un patrimonio locale che finisce per essere apprezzato non più per ciò che rappresenta, ma esclusivamente per la sua capacità di diventare location esclusiva. E di una tradizione che, dopo essere diventata ridondante storytelling, si emancipa trovando finalmente la propria consacrazione internazionale in un listino prezzi assurdamente fuori portata per quasi tutti.

È la fotografia della città-ristorante nella sua forma più sofisticata e compiuta: una volta saturati di tavolini all’aperto i centri storici più frequentati, si passa ad apparecchiare i monumenti dei luoghi “ancora da scoprire”. E così, continuando di questo passo, più che un sindaco e un assessore alla cultura, basterà eleggere un chef e un responsabile di sala. Tanto di camerieri se ne trovano in abbondanza.
 
Buon appetito, almeno a chi se lo può permettere.
 
 
 
[Foto di TeleBari]

Antonio Di Siena

Antonio Di Siena

Direttore editoriale della LAD edizioni. Avvocato, blogger e autore di "Memorandum. Una moderna tragedia greca" 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi   Una finestra aperta Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Pechino, i numeri record dei Giochi Mondiali dei Robot Umanoidi

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

 Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina di Alessandro Bartoloni  Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

Ecco perché la Russia non sta avanzando “lentamente” in Ucraina

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Il caso Ranucci e la questione woke di Giuseppe Giannini Il caso Ranucci e la questione woke

Il caso Ranucci e la questione woke

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti