Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

7889
Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

di Antonio Di Siena

 

La coda di un’estate in cui oltre il 70% dei dipendenti del settore turistico guadagna meno di 14.800 euro l’anno, percentuale che al Sud interessa quattro lavoratori su cinque (Filcams CGIL) e più di un italiano su tre non può permettersi manco una settimana di vacanza (Eurostat) ci regala l’ennesima perla del turismo in salsa pugliese.

Spesso ho definito la mia regione un grande ristorante vista mare, ma con tutta evidenza sono stato troppo ottimista e poco lungimirante: adesso si è passati ad apparecchiare direttamente i monumenti.

Dopo aver ospitato James Bond e Mel Gibson, il meraviglioso ponte dell’acquedotto di Gravina, infatti, è stato trasformato in una gigantesca sala da pranzo - banchetto di 5 ore, 110 commensali e 390 dollari a persona - dal format enogastronomico (ovviamente americano) “Outstanding in the Field". Il tutto, come al solito, per “esaltare la tradizione murgiana”.

Un’espressione, quest’ultima, vera parola passe-partout buona per qualsiasi località in predicato di diventare “attrattiva”, che spiega meglio di qualunque altra cosa quanto sta accadendo: una cultura gastronomica secolare, nata e cresciuta dalla terra e con la terra, che ha fatto di semplicità, povertà e necessità il proprio carattere distintivo, che diventa improvvisamente un’esperienza gourmet. Il volano per promuovere un territorio che non viene più concepito come qualcosa da studiare, conoscere, comprendere e preservare. Ma solamente come fosse una scenografia da “valorizzare”, o meglio apparecchiare, per poi metterla a rendita coi soldi di danarosi viandanti d’oltreoceano impazienti di conoscere un luogo semplicemente mangiandoci su. Con buona pace di un patrimonio locale che finisce per essere apprezzato non più per ciò che rappresenta, ma esclusivamente per la sua capacità di diventare location esclusiva. E di una tradizione che, dopo essere diventata ridondante storytelling, si emancipa trovando finalmente la propria consacrazione internazionale in un listino prezzi assurdamente fuori portata per quasi tutti.

È la fotografia della città-ristorante nella sua forma più sofisticata e compiuta: una volta saturati di tavolini all’aperto i centri storici più frequentati, si passa ad apparecchiare i monumenti dei luoghi “ancora da scoprire”. E così, continuando di questo passo, più che un sindaco e un assessore alla cultura, basterà eleggere un chef e un responsabile di sala. Tanto di camerieri se ne trovano in abbondanza.
 
Buon appetito, almeno a chi se lo può permettere.
 
 
 
[Foto di TeleBari]

Antonio Di Siena

Antonio Di Siena

Direttore editoriale della LAD edizioni. Avvocato, blogger e autore di "Memorandum. Una moderna tragedia greca" 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Parola d’ordine: guerra ibrida Parola d’ordine: guerra ibrida

Parola d’ordine: guerra ibrida

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà   Una finestra aperta Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Da Brescia a Hangzhou: digitale, UNESCO e dialogo tra civiltà

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni di Francesco Santoianni Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

Il "capo dei maranza" e le elemosine di Meloni

La mano rossa parla solo di guerra? di Raffaella Milandri La mano rossa parla solo di guerra?

La mano rossa parla solo di guerra?

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni" di Francesco Erspamer  Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Maduro, il New York Times e il colonialismo dei "buoni"

Ma chi sono gli stranieri a Milano? di Paolo Desogus Ma chi sono gli stranieri a Milano?

Ma chi sono gli stranieri a Milano?

L'Ecuador nel buio del lawfare: l'arresto di Luisa González di Geraldina Colotti L'Ecuador nel buio del lawfare: l'arresto di Luisa González

L'Ecuador nel buio del lawfare: l'arresto di Luisa González

 I veri estremisti di Alessandro Mariani  I veri estremisti

I veri estremisti

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro di Marinella Mondaini Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Mentre la Francia brucia... Macron è occupato da tutt'altro

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso di Giuseppe Giannini Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Colpo di Stato liberal: così le democrazie reprimono il dissenso

Storia dell'integrazione europea di Gilberto Trombetta Storia dell'integrazione europea

Storia dell'integrazione europea

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti