Lipsia, il Tg di Mentana e noi
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di Gabriele Busti
Guardare il TG di Mentana è sempre un'opzione conveniente, Chicco può farti passare un paio di mesi di relativa serenità acquattandosi come un felino, modulando i toni, scegliendo le parole, dosando le emozioni, aprendo un ventaglio stitico sulla politica estera per scivolare velocemente in digressioni sornione atte a stordire il suo pubblico di riferimento, l'affaire Ranucci, le manfrine del campo largo, le ambasce della lega, la cronaca.
Poi un bel giorno ai piani alti arriva l'input di far salire la tensione e il telegiornale, come per magia, diventa l'Istituto Luce, e le bacheche vengono invase da una miriade di contenuti "esterni". E tutto quello che abbiamo studiato sui libri diventa reale, e ribaltato di segno.
Non ero certo l'unico a pensare che questi stercorari avrebbero aspettato la fine di agosto per saltare di livello, i segnali erano chiarissimi. Quando parlano di guerra ibrida si stanno solo descrivendo, gallina che canta, ha fatto l'uovo.
Lo pensano tutti, che appena guerra è dichiarata, la Germania può saltare le elezioni, o mettere fuori gioco i partiti, o tirar fuori qualche altra diavoleria per farci scivolare in un ambito che in questi ultimi sei anni ci è stato già piacevolmente anticipato.
L'unica azione possibile è denunciare l'andazzo per non farlo avverare. Non basterà. Per tutto il resto, tocca organizzarsi in attesa che i ceti medi si stanchino di aver paura a distinguere le loro parole pubbliche dai loro pensieri privati.
In ogni caso, meglio abbondare per eccesso che per difetto.
Faranno di tutto.
Non crederemo a niente.


