Aereo militare statunitense rischia la collisione con un jet passeggeri vicino al Venezuela – media

2038
Aereo militare statunitense rischia la collisione con un jet passeggeri vicino al Venezuela – media

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

Un grave incidente di quasi-collisione tra un aereo di linea civile e un velivolo militare statunitense, avvenuto al largo delle coste del Venezuela, ha portato alla luce le complesse implicazioni di sicurezza e le tensioni geopolitiche nell’area caraibica. L’episodio, confermato da comunicazioni radio e dati di tracciamento, ha visto coinvolto il volo JetBlue 1112, in rotta da Curaçao a New York, e un aereo cisterna dell’aeronautica militare degli Stati Uniti.

Circa venti minuti dopo il decollo, l’equipaggio del JetBlue ha dovuto eseguire una manovra evasiva improvvisa, perdendo quota durante la salita, per evitare il velivolo militare. Il pilota ha successivamente segnalato via radio: “Abbiamo rischiato una collisione in volo. Hanno attraversato direttamente la nostra traiettoria di volo… Non hanno il transponder acceso, è scandaloso”. L’assenza del transponder – dispositivo fondamentale per l’identificazione e il tracciamento dei velivoli – rappresenta una grave violazione delle norme di sicurezza aerea in ambito civile.

La compagnia aerea JetBlue, tramite il portavoce Derek Dombrowski, ha confermato di aver segnalato l’evento alle autorità competenti, sottolineando l’addestramento e la professionalità del proprio equipaggio nel gestire situazioni di emergenza. Dal canto suo, il Comando Sud degli Stati Uniti (USSOUTHCOM), attraverso il colonnello Manny Ortiz, ha dichiarato di essere a conoscenza delle segnalazioni e di aver avviato una verifica interna attraverso i canali appropriati, ribadendo l’impegno per la sicurezza delle operazioni.

 

Contesto geopolitico e sicurezza regionale

L’incidente si inserisce in un quadro regionale particolarmente teso, caratterizzato da un’intensificazione della presenza militare statunitense nei Caraibi e dal proseguimento di operazioni contro presunti trafficanti di droga. A partire dallo scorso settembre, le forze statunitensi hanno condotto numerose azioni militari che hanno causato decine di vittime, giustificate dalla necessità di contrastare quello che l’amministrazione statunitense definisce un “narcoterrorismo”.

Il Venezuela, da parte sua, nega con fermata ogni coinvolgimento nel narcotraffico internazionale e condanna le operazioni militari statunitensi, descrivendole come parte di una strategia più ampia, di natura “colonialista”, finalizzata a destabilizzare il paese e a minare la sovranità nazionale.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più di Francesco Santoianni Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Milioni di chiamate spam? Colpa dello Stato che non c’è più

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE di Paolo Desogus Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Ceuta, perché non mi aspetto più nulla dall'UE

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio di Geraldina Colotti Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

Venezuela, sotto il cielo stretto nell'assedio

TAV: condividere e condannare di Alessandro Mariani TAV: condividere e condannare

TAV: condividere e condannare

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti