Aereo militare statunitense rischia la collisione con un jet passeggeri vicino al Venezuela – media

2014
Aereo militare statunitense rischia la collisione con un jet passeggeri vicino al Venezuela – media

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Un grave incidente di quasi-collisione tra un aereo di linea civile e un velivolo militare statunitense, avvenuto al largo delle coste del Venezuela, ha portato alla luce le complesse implicazioni di sicurezza e le tensioni geopolitiche nell’area caraibica. L’episodio, confermato da comunicazioni radio e dati di tracciamento, ha visto coinvolto il volo JetBlue 1112, in rotta da Curaçao a New York, e un aereo cisterna dell’aeronautica militare degli Stati Uniti.

Circa venti minuti dopo il decollo, l’equipaggio del JetBlue ha dovuto eseguire una manovra evasiva improvvisa, perdendo quota durante la salita, per evitare il velivolo militare. Il pilota ha successivamente segnalato via radio: “Abbiamo rischiato una collisione in volo. Hanno attraversato direttamente la nostra traiettoria di volo… Non hanno il transponder acceso, è scandaloso”. L’assenza del transponder – dispositivo fondamentale per l’identificazione e il tracciamento dei velivoli – rappresenta una grave violazione delle norme di sicurezza aerea in ambito civile.

La compagnia aerea JetBlue, tramite il portavoce Derek Dombrowski, ha confermato di aver segnalato l’evento alle autorità competenti, sottolineando l’addestramento e la professionalità del proprio equipaggio nel gestire situazioni di emergenza. Dal canto suo, il Comando Sud degli Stati Uniti (USSOUTHCOM), attraverso il colonnello Manny Ortiz, ha dichiarato di essere a conoscenza delle segnalazioni e di aver avviato una verifica interna attraverso i canali appropriati, ribadendo l’impegno per la sicurezza delle operazioni.

 

Contesto geopolitico e sicurezza regionale

L’incidente si inserisce in un quadro regionale particolarmente teso, caratterizzato da un’intensificazione della presenza militare statunitense nei Caraibi e dal proseguimento di operazioni contro presunti trafficanti di droga. A partire dallo scorso settembre, le forze statunitensi hanno condotto numerose azioni militari che hanno causato decine di vittime, giustificate dalla necessità di contrastare quello che l’amministrazione statunitense definisce un “narcoterrorismo”.

Il Venezuela, da parte sua, nega con fermata ogni coinvolgimento nel narcotraffico internazionale e condanna le operazioni militari statunitensi, descrivendole come parte di una strategia più ampia, di natura “colonialista”, finalizzata a destabilizzare il paese e a minare la sovranità nazionale.

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