Il punto di non ritorno: perché la distruzione di Gaza è la cicatrice indelebile dell'etica occidentale

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Il punto di non ritorno: perché la distruzione di Gaza è la cicatrice indelebile dell'etica occidentale

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di Michele Blanco

La terribile e terrificante reazione israeliana all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 con la devastazione di Gaza, con il Genocidio causato al popolo Palestinese ha rappresentato un vero e proprio punto di non ritorno etico, che rende necessario un improrogabile esame di coscienza collettivo. 

Ci siamo trovati di fronte a una gravissima disinformazione su cosa stava accadendo. I governi occidentali, con la sola pregevole eccezione della Spagna, hanno sostenuto di fatto Israele, dichiarando legittime le sue rappresaglie, che in realtà erano uccisioni e massacri di civili innocenti e indifesi. Molti media occidentali hanno ignorato completamente il massacro dei palestinesi.

 Le analisi critiche della situazione, le prese di posizione in difesa dell’ordine internazionale erano addirittura stigmatizzate, punite. In diversi studi televisivi, la censura, ma anche l’autocensura, sono state evidenti e sotto gli occhi di tutti, ovviamente sono documentate. Nel momento in cui le innegabili prove di ciò che la Corte penale internazionale considerava un Genocidio sono iniziate a circolare, falsità inaudite che negavano l’evidenza con delle dichiarazioni scioccanti, fino al diffondersi di un chiaro e irresponsabile revisionismo storico pro israeliano.

Si è trattato dell’abdicazione morale del mondo di fronte alla distruzione di Gaza e dei suoi abitanti, una tragica cicatrice profonda nell’etica internazionale e nella politica internazionale dalla fine della Seconda guerra mondiale.

Molti governi, invece di provare a fermare la strage, hanno cercato con ogni mezzo di impedire che venissero diffuse informazioni vere su quanto stava accadendo, si sono opposti alla dichiarazione di un cessate il fuoco, si sono astenuti dall’adottare sanzioni e hanno persino condannato le campagne di boicottaggio e il disinvestimento nei prodotti israeliani, fatte dai comuni cittadini. Tanti governi occidentali hanno fornito agli israeliani armamenti e bombe, che sapevano bene come sarebbero stati, e sono, utilizzati.

Gli Stati Uniti, la Germania, la Gran Bretagna, la Francia e l’Italia sono stati complici. In questo senso, saranno ritenuti responsabili del genocidio una volta che questo sarà stato legalmente accertato. Ricordiamo che gli Stati Uniti e la Germania, non hanno mai rinnegato i propri genocidi precedenti: quello dei nativi, nel primo caso, quello degli Herero e dei Nama in Namibia e degli ebrei e dei romaní europei, nel secolo scorso.

Inoltre dobbiamo ricordare che ogni informazione su quanto stesse realmente avvenendo a Gaza era assente, col pretesto che nessun giornalista straniero era ammesso sul campo. Vi erano dei reporter palestinesi a Gaza, che hanno rischiato la loro vita, più di 200 di loro l’hanno persa perchè presi sistematicamente di mira dall’esercito israeliano. Per questo motivo non vi era alcuna comunicazione sulla sofferenza dei palestinesi, sui civili colpiti dalle bombe e sepolti dai detriti, sui feriti amputati senza anestesia, sui bambini che morivano lentamente di fame, sulle madri che non erano più in grado di allattare i loro figli. Non abbiamo quasi mai sentito le voci dei palestinesi in agonia.

Dall’altro lato, invece, le informazioni sull’angoscia delle famiglie degli ostaggi israeliani per la sorte dei loro cari, sullo stress dei cittadini israeliani che dovevano spostarsi temporaneamente per evitare i missili, sulle proteste contro la mancata volontà da parte del governo israeliano di liberare gli ostaggi a Gaza le abbiamo viste, ci sono arrivate. Ma, ancora una volta, nulla ci è stato mostrato riguardo alla devastazione dei massacri perpetrati e filmati dai soldati israeliani, all’umiliazione e alla brutalità subita dai civili gazawi, alla tortura e allo stupro dei prigionieri, o sui risultati dei sondaggi in Israele che mostravano come la metà della popolazione israeliana fosse a favore dello sradicamento degli abitanti di Gaza. Hanno avuto la vergogna di far apparire gli israeliani come vittime, nonostante si stessero trasformando in carnefici. In realtà, sappiamo che la maggior parte dei media mainstream stava semplicemente e solo riprendendo la propaganda del governo israeliano. 

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