Moshen Rezai: «Saranno la Guida e il popolo iraniano a decidere la fine della guerra, non gli Stati Uniti»
Mohsen Rezai, membro del Consiglio di Discernimento del Sistema iraniano ed ex comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (CGRI), ha lanciato mercoledì un energico monito all’amministrazione statunitense, esortando coloro che ha definito «i saggi degli Stati Uniti» a intervenire per impedire che la regione scivoli verso una guerra su vasta scala.
In un’intervista ripresa da Hispan TV, Rezai ha messo in guardia gli Stati Uniti dall’illusione di un attacco rapido al Paese, sottolineando che non ci saranno cessate il fuoco né negoziati senza un risarcimento per le perdite e la revoca delle sanzioni. «Non crediate che farete un lavoro “spettacolare” e poi tutto finirà – ha dichiarato rivolgendosi agli americani –. Vi sbagliate; risponderemo con maggiore forza e lo vedrete».
«La fine della guerra sarà decisa dal Leader della Rivoluzione e dal popolo – ha chiarito Rezai –. Non lasceremo in pace il nemico finché non si pentirà e non avremo recuperato i nostri diritti inalienabili. La ragione non ci permette di dare al nemico l’opportunità di riprendere fiato».
Quanto alle proposte politiche, il funzionario iraniano ha messo in dubbio l’utilità di parlare di negoziati o di un cessate il fuoco nelle circostanze attuali, sottolineando che nessun processo politico può iniziare senza «revocare le sanzioni e compensare le perdite» subite dalla Repubblica Islamica durante l’aggressione statunitense-israeliana.
Rezai ha inoltre affermato che se l’Iran chiudesse lo Stretto di Hormuz, «il mondo intero non sarebbe in grado di riaprirlo e gli eserciti del mondo non oserebbero correre il rischio». Ha ritenuto che la massiccia presenza popolare nelle piazze inviasse un messaggio decisivo al mondo: la «causa della patria» è la massima priorità per gli iraniani.
«Nessun altro sistema politico, a parte la Repubblica Islamica, avrebbe potuto superare con successo prove così difficili», ha concluso.

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