Bruno Rodriguez: "La dottrina guerrafondaia USA minaccia la Zona di Pace nella nostra America"
Il Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, ha denunciato i pericoli che minacciano tutta l'America Latina ??a causa della dottrina guerrafondaia del governo degli Stati Uniti, in occasione del dodicesimo anniversario della dichiarazione della regione come Zona di Pace.
Attraverso la piattaforma social X, il Ministro degli Esteri cubano ha ricordato che il 29 gennaio 2014, durante il Secondo Vertice della Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) a L'Avana, Cuba, 33 capi di Stato hanno firmato la Proclamazione dell'America Latina e dei Caraibi come Zona di Pace. Questa dichiarazione impegnava i governi e i popoli della regione alla risoluzione pacifica delle controversie e al rifiuto dell'uso o della minaccia della forza.
Hace 12 años, los Jefes de Estado y Gobierno de la región firmaron la Proclama de América Latina y el Caribe como #ZonaDePaz en la Cumbre de la CELAC en La Habana.
— Bruno Rodríguez P (@BrunoRguezP) January 29, 2026
Hoy, la paz, la seguridad y la estabilidad de Nuestra América están en peligro por la doctrina belicista del… pic.twitter.com/E26mvAAeAi
"Oggi la pace, la sicurezza e la stabilità della Nostra America sono in pericolo", ha affermato il capo della diplomazia cubana. Rodríguez ha sottolineato che le cause di questa minaccia risiedono nella dottrina dell'amministrazione insediata alla Casa Bianca, che cerca di imporre "la pace con la forza". Questa posizione, secondo il ministro degli Esteri, dimostra un "marcato interesse a rilanciare la screditata Dottrina Monroe".
Il massimo rappresentante della diplomazia dell'Isola caraibica ha sottolineato che, nello scenario attuale, devastato dalle brame di dominio imperialista, "è urgente rivendicare la ferma volontà di tutti i membri della CELAC, espressa in quel Proclama". L'accordo, annunciato dall'allora Presidente di Cuba, Raúl Castro, stabiliva l'obbligo di non intervenire, direttamente o indirettamente, negli affari interni di nessun altro Stato, nonché di rispettare i principi di sovranità nazionale, uguaglianza e autodeterminazione.

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