Cina-USA, un'intesa per comprare tempo

4462
Cina-USA, un'intesa per comprare tempo



di Pasquale Cicalese
 

La spia che si stava giungendo ieri ad un parziale accordo Usa-Cina è stato il Dax di Francoforte, da un anno e mezzo oscillante in base alle trattative tra i due colossi. Ieri il Dax, complice pure le notizie che venivano da Londra, è salito del 2,86%. Ma la certezza dell'accordo l'ha data Wall Street, con l'indice bancario salito di non poco. Questo è uno dei termini dell'accordo: la Cina apre il proprio sistema finanziario alle istituzioni americane. Non che sia stata ferma. Con la Foreign Investiment Law del marzo scorso, ha dato la possibilità alle imprese finanziarie estere di detenere la maggioranza assoluta delle joint venture, autorizzando per primi Deustche Bank, Bnp Paribas e JpMorgan. Ora le autorizzazioni si estenderanno alle altre istituzioni finanziarie americane. La Cina, che diminuisce l'acquisto di TBond Usa, favorisce un flusso finanziario cinese verso Wall Street, parziale ma sicuro, tale da portare nei mesi prossimi sui massimi l'indice e permettendo di pagare le pensioni americane e dunque i consumi. Si garantisce un mercato non più con l'operazione trentennale di acquisto di debito americano ma entrando nel sistema dell'equity Usa, il migliore al mondo assieme a Londra. 

 

Come avevamo anticipato mesi fa, New York e Londra divengono hub del risparmio cinese, il primo nell'equity, il secondo negli investimenti materiali in tutto il mondo, specialità londinese. Accanto a ciò c'è il fortissimo aumento di acquisti di prodotti agricoli che arriveranno alla cifra di 50 miliardi di dollari, permettendo agli agricoltori del MidWest, storici elettori repubblicani e fedeli a Trump, di avere un sicuro sbocco di mercato. 

 

Con questa mossa pare che i cinesi preferiscano come interlocutore americano Trump e non i democratici (favorevoli addirittura ad un intervento a Hong Kong) e lo favoriscono per la sua imminente campagna elettorale. Prendono tempo e si aprono spazi mercantili per la propria strategia basata su ‘One Belt One Road’. 

 

In una parola, respirano, in attesa di tempi migliori, concedendo agli americani anche la difesa della proprietà intellettuale (i siti occidentali non dicono questo, ma stanotte l'agenzia ufficiale cinese Xinhua batteva la notizia che faceva parte dell'accordo). Certo, c'è la peste suina in Cina, avrebbero in ogni caso importato molti prodotti agricoli, sta di fatto che hanno preferito gli statunitensi in luogo di brasiliani o argentini. Un accordo parziale, in attesa di un quadro generale più definito che solo Xi e Trump possono favorire. 

 

In ultimo, c'è l'intesa sulle valute. Alla Cina interessa uno yuan forte che permetta l'ondata di investimenti esteri in ogni parte del mondo e la difesa dalla fuga di capitali. Lo rispetteranno, perché a loro congeniale nei prossimi anni.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri di Fabio Massimo Paernti Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

Israele può arrivare ad usare l'atomica? - Alberto Negri

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo di Giuseppe Masala Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

Iran-USA: un pareggio che può cambiare il mondo

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante di Michelangelo Severgnini La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

La morale al contrario della nuova guerra a Persia e Levante

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera   Una finestra aperta Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Quando il ricordo degli antenati fiorisce in primavera

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio” di Raffaella Milandri Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Lo scalpo e l’invenzione del “selvaggio”

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio di Paolo Desogus Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Il no a Trump: un gesto di debolezza, non di coraggio

Dramma Nazionale       di Alessandro Mariani Dramma Nazionale      

Dramma Nazionale    

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello? di Antonio Di Siena Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Negozi che chiudono b&b che aprono: coincidenza o modello?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Per fortuna non sono un liberale (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti