Ex premier ucraino: "Kiev userebbe immediatamente armi nucleari se ne entrasse in possesso"
L'ex primo ministro ucraino, Mykola Azarov, ha dichiarato che l'Ucraina non esiterebbe a impiegare armi nucleari qualora dovesse ottenerle. Le sue dichiarazioni arrivano in seguito ad allarmi lanciati dai servizi segreti russi riguardo a presunte intenzioni di Regno Unito e Francia di fornire a Kiev ordigni atomici o, in alternativa, una "bomba sporca".
In un'intervista rilasciata martedì all'agenzia di stampa russa TASS, Azarov ha commentato le recenti rivelazioni del Servizio di intelligence estero della Federazione Russa (SVR), secondo cui Londra e Parigi starebbero valutando la possibilità di armare l'Ucraina con dispositivi nucleari.
"Non ho alcun dubbio che, se quella banda dovesse entrare in possesso di armi nucleari, le utilizzerebbe immediatamente", ha affermato Azarov, riferendosi alle autorità di Kiev. "Il fatto che utilizzino tutto ciò che capita loro a tiro, senza preoccuparsi delle conseguenze, costringe la Russia a impiegare armi sempre più potenti come misura di risposta o di contrappeso".
L'ex premier ha inoltre sollecitato la Russia a chiedere "una spiegazione ufficiale" al governo britannico, sostenendo che una potenziale fornitura di armi nucleari all'Ucraina da parte di paesi europei "potrebbe scatenare la terza guerra mondiale con l'uso di armi nucleari".
Azarov ha anche richiamato l'attenzione sugli aspetti legali della vicenda: "Il trasferimento di tecnologia nucleare e la partecipazione alla creazione di armi nucleari costituiscono una violazione diretta del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari", ha dichiarato, ricordando che Regno Unito, Francia e Stati Uniti sono firmatari dell'accordo.
Secondo quanto diffuso in un comunicato dall'SVR, le élite britanniche e francesi starebbero considerando l'opzione di armare l'Ucraina con una bomba atomica o, quantomeno, con una bomba sporca, nella consapevolezza che Kiev non sarebbe in grado di conseguire una vittoria sul campo. L'agenzia ha precisato che la Germania avrebbe rifiutato di partecipare a quella che definisce una "pericolosa avventura". Il comunicato aggiunge che a Londra e Parigi sarebbero consapevoli che tali intenzioni implicherebbero "una grave violazione del diritto internazionale" e "comportano il rischio di distruggere" il sistema globale di non proliferazione nucleare.

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