Il ministro degli Esteri iraniano descrive le rivolte come "crimini in stile ISIS"

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Il ministro degli Esteri iraniano descrive le rivolte come "crimini in stile ISIS"

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Il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araqchi, ha descritto i recenti disordini in Iran come atrocità simili a quelle commesse dal gruppo terroristico ISIS-Daesh.

Araqchi, durante un incontro online tenutosi martedì con gli ambasciatori della Repubblica islamica presso gli stati membri dell'Unione europea (UE), ha descritto i recenti disordini in Iran come atrocità simili a quelle commesse dal gruppo terroristico takfiri Daesh, affermando che rappresentano una continuazione della guerra imposta al Paese dagli Stati Uniti e dal regime israeliano a giugno.

Il capo della diplomazia iraniana ha ribadito la sua precedente condanna dell'ingerenza di Washington e del regime di Tel Aviv negli affari interni dell'Iran, riferendosi al modo in cui questi alleati hanno fornito armi, intelligence e supporto logistico a elementi destabilizzanti per deviare le proteste economiche nazionali in rivolte.

Ha descritto l'obiettivo delle rivolte come l'indebolimento e la destabilizzazione del Paese, esprimendo al contempo la sua gratitudine alle forze di sicurezza iraniane per aver riportato la calma attraverso il confronto vittorioso con i responsabili.

Il ministro degli Esteri iraniano ha inoltre ringraziato la nazione iraniana per aver organizzato lunedì manifestazioni con milioni di persone in tutto il Paese, a sostegno dell'establishment islamico del Paese e in segno di condanna delle ingerenze straniere.

Ha inoltre sottolineato l'importanza che i diplomatici iraniani con sede in Europa trasmettano con precisione ai governi locali, alla diaspora iraniana e all'opinione pubblica la natura atroce delle recenti attività terroristiche dirette contro la nazione.

Questi commenti sono stati rilasciati dopo che i leader e gli agenti della rivolta, sotto la sua direzione, hanno tentato di dirottare le proteste iniziate a fine dicembre.

Sempre lunedì, Araqchi ha confermato durante un incontro con i diplomatici a Teheran che le registrazioni avevano mostrato come questi elementi avessero cercato di causare quante più vittime possibile per spianare la strada a una nuova aggressione straniera contro il territorio iraniano, come recentemente minacciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

I funzionari iraniani hanno promesso di rispondere adeguatamente alle legittime preoccupazioni dei manifestanti, ma hanno sottolineato, allo stesso tempo, che il Paese non tollererà tentativi di manipolare la sua stabilità e sovranità.

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