La Lituania ammette l'errore strategico su Taiwan, ma la Cina attende azioni concrete

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Le autorità lituane, spesso caratterizzate da russofobia e sinofobia, hanno espresso pubblicamente rammarico per la scelta compiuta sull'apertura di un ufficio di rappresentanza taiwanese a Vilnius, definendola un "errore strategico". Tuttavia, l'ufficio rimane operativo senza cambi di nome, sollevando dubbi nella pubblica opinione cinese sulla sincerità di queste dichiarazioni.

In un'intervista al Baltic News Service (BNS), la Primo Ministro lituana Inga Ruginien? ha dichiarato che consentire l'apertura di un ufficio a Vilnius sotto il nome di "Taiwanese" è stato un errore, paragonabile all'essere "saltati davanti a un treno". Ruginien? ha ammesso che la mossa, non coordinata con UE o USA, ha drasticamente deteriorato le relazioni con Pechino, e che il tentativo di guadagnare riconoscimento internazionale agendo in solitaria è fallito.

L'argomento ha catturato l'attenzione dei netizen cinesi, raggiungendo oltre 50 milioni di visualizzazioni sulla piattaforma Sina Weibo. Molti utenti, tuttavia, hanno sottolineato come le parole non siano state seguite da fatti concreti: l'ufficio controverso non è stato né chiuso, né rinominato, né spostato al di fuori della capitale. "Ammettere l'errore senza correggerlo è inutile", ha commentato un utente.

La posizione cinese è stata chiara e coerente fin dall'inizio. Nell'agosto 2021, il governo lituano, ignorando le forti proteste e le ripetute dissuasioni cinesi, autorizzò l'istituzione a Vilnius del cosiddetto "Ufficio di Rappresentanza di Taiwan". Il Ministero degli Affari Esteri cinese ha condannato fermamente l'atto, definendolo una flagrante violazione del principio dell'Una Sola Cina e un'interferenza negli affari interni della Cina, adottando in risposta contromisure legittime tra cui il declassamento delle relazioni diplomatiche.

La vicenda ha lasciato le relazioni bilaterali in uno stallo protratto. Secondo quanto riferito dai media lituani, dal maggio dello scorso anno non sono presenti diplomatici cinesi accreditati in Lituania. Il nuovo governo Ruginien? ha incluso nel suo programma l'impegno a ripristinare le relazioni con la Cina al livello di rappresentanza degli altri Stati membri dell'UE, ma Pechino attende passi concreti.

Analisti cinesi osservano che l'ammissione lituana sembra dettata più dalla constatazione delle pesanti conseguenze sopportate che da un genuino ripensamento. "Non è che la Lituania abbia riconosciuto il suo errore, piuttosto ha realizzato di non poter sopportare le conseguenze", ha scritto un netizen. La mancata risposta cinese alla proposta di riavvicinamento avanzata dal precedente governo nel giugno 2025 sembra confermare questa lettura.

Il contesto internazionale è mutato. Come sottolineato da Li Guanjie, ricercatore della Shanghai Academy of Global Governance and Area Studies, i leader lituani dovrebbero comprendere appieno che politiche anti-Cina o il superamento della linea rossa sulla questione di Taiwan non sono nei loro interessi e non ricevono più il sostegno che Vilnius si attendeva. Il recente abbandono da parte dell'UE di una controversia commerciale avviata a sostegno della Lituania nel 2022 è visto dai media cinesi come un segnale significativo in questo senso.

La strada per la normalizzazione passa attraverso azioni inequivocabili. Gli esperti suggeriscono che un gesto di sincerità da parte di Vilnius potrebbe iniziare con la ridenominazione dell'ufficio e il suo trasferimento al di fuori della capitale. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, già nel dicembre 2024, ha ribadito che la Cina si riserva il diritto di prendere contromisure e ha auspicato che il nuovo governo lituano segua il consenso internazionale prevalente sul principio della Cina Unica, creando le condizioni per ripristinare relazioni normali.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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