La saga continua

Il confronto tra Spagna e Florida dimostra come l'Europa non fosse pronta per la moneta unica

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La saga continua

Un modo abbastanza immediato per comprendere i problemi dell'euro è quello di comparare le esperienze della Florida e della Spagna. Nel suo ultimo post nel Blog The conscience of a liberal, Florida vs Spain. An update, il premio nobel per l'economia Paul Krugman sottolinea come entrambi gli stati hanno dovuto affrontare nel recente passato un'immensa bolla immobiliare, che si è trasformata rapidamente in una grande recessione. Ma i loro destini  hanno preso due strade diverse, perché da una parte vi era un'unione fiscale oltre che monetaria, dall'altra parte no. 
Mentre l'economia in Florida collassava, lo stato americano ha pagato meno in tasse federali anche se la spesa pubblica interna è aumentata. Krugman ha stimato che l'aiuto del governo federale alla Florida nel 2010 si aggirava intorno al 5% del Pil: si tratta di aiuto e non di prestiti, qualcosa non immaginabile nella strutturazione attuale dell'Europa. Come tutti sanno, continua l'economista nella sua analisi, la Spagna soffre di una depressione economica incredibile, un tasso di disoccupazione sempre più alto e, nonostante l'intervento della Bce con l'acquisto dei titoli obbligazionari, non si vede nessuna luce alla fine del tunnel per Madrid.
Ed invece cosa sta accadendo in Florida? Il tasso di disoccupazione dello stato americano non solo sta diminuendo in modo consistente, ma è oggi al di sotto della media nazionale. Non per un boom dell'occupazione – il declino della Florida in tal senso è maggiore di quella nazionale nel suo complesso come dimostra Krugman attraverso un grafico – ma quello che è accaduto è la migrazione dei lavoratori verso mercati più floridi. Ora, la migrazione dei lavoratori quando accade in Europa è un grande problema, perché mina la base fiscale del paese in considerazione: ma in Florida è possibile ed utile nei momenti di crisi, potendo contare del sistema pensionistico ed i programmi sanitari federali.
E così, conclude Krugman, la saga continua ed aumentano le prove che dimostrano come l'Europa non fosse pronta per una moneta unica.

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