Le Dichiarazioni dell'ambasciatore USA in Israele che hanno scatenato l'indignazione del mondo arabo

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Le Dichiarazioni dell'ambasciatore USA in Israele che hanno scatenato l'indignazione del mondo arabo

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Le dichiarazioni dell'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, secondo cui "sarebbe bello" se Israele estendesse il proprio controllo sull'intero Medio Oriente, hanno suscitato un'ondata di condanne senza precedenti da parte delle nazioni arabe e musulmane.

In un'intervista rilasciata al giornalista Tucker Carlson, Huckabee è stato interpellato in merito a un'interpretazione di alcuni passi dell'Antico Testamento, secondo cui le terre che oggi costituiscono gran parte del Medio Oriente sarebbero state destinate ai discendenti di Abramo. Alla domanda se, in quest'ottica, Israele abbia diritto su tali territori, Huckabee ha risposto: "Sarebbe bello se prendessero tutto".

Le parole del diplomatico hanno immediatamente innescato una dura reazione a catena. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Giordania, Indonesia, Pakistan, Egitto, Turchia, Siria, Palestina, Kuwait, Libano e Oman hanno espresso ferma opposizione, unitamente a importanti organismi regionali come il Consiglio di cooperazione del Golfo, la Lega araba e l'Organizzazione per la cooperazione islamica.

In una dichiarazione congiunta, i ministeri degli Esteri di questi 14 paesi e le organizzazioni sovranazionali hanno respinto "categoricamente" le affermazioni di Huckabee, definite "pericolose e incendiarie". Il testo sottolinea come tali posizioni "costituiscano una flagrante violazione dei principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, rappresentando una grave minaccia per la sicurezza e la stabilità dell'intera regione".

La nota ribadisce con forza che "Israele non ha alcuna sovranità sul territorio palestinese occupato né su qualsiasi altro territorio arabo occupato". I firmatari hanno espresso il loro "fermo rifiuto" a qualsiasi tentativo di annettere la Cisgiordania o di separarla dalla Striscia di Gaza, la loro "ferma opposizione" all'espansione degli insediamenti e il loro "categorico rifiuto" a ogni minaccia che possa ledere la sovranità degli Stati arabi.

Infine, i governi arabi hanno lanciato un monito chiaro, avvertendo che "il proseguimento delle politiche espansionistiche e delle misure illegali di Israele non farà altro che alimentare la violenza e il conflitto nella regione, minando ogni prospettiva di pace". In questo contesto, hanno riaffermato il loro "fermo impegno a favore del diritto inalienabile del popolo palestinese all'autodeterminazione e alla creazione di uno Stato indipendente sui confini del 4 giugno 1967, nonché alla fine dell'occupazione di tutti i territori arabi".

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