Occupazione illegale: il duro atto d'accusa del Comitato ONU sulle ultime mosse di Israele
Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del popolo palestinese ha denunciato le misure adottate da Israele per espandere il suo controllo sulla Cisgiordania, definendole un'"occupazione illegale".
In una dichiarazione rilasciata mercoledì, l'Ufficio del Comitato delle Nazioni Unite sull'esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese ha condannato fermamente "la decisione di Israele, in quanto potenza occupante, di riprendere le procedure di registrazione dei terreni nella Cisgiordania occupata, insieme a innumerevoli altre politiche e pratiche illegali nei Territori palestinesi occupati, compresa Gerusalemme Est (Al-Qud)".
Ha inoltre avvertito che la ripresa da parte di Israele delle procedure di registrazione dei terreni nella Cisgiordania occupata potrebbe aggravare ulteriormente l'espropriazione dei proprietari terrieri palestinesi.
"Queste misure illegali comportano il rischio di un'ulteriore espropriazione dei proprietari terrieri palestinesi e del consolidamento del controllo illegale di Israele sui Territori Palestinesi Occupati", si legge nella dichiarazione.
Ha sottolineato che le azioni di Israele costituiscono una "grave escalation che viola il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite".
“Tali misure apparentemente amministrative non possono nascondere ciò che sono in realtà: l’annessione di fatto del Territorio palestinese occupato”, ha avvertito il Comitato.
Ha inoltre ricordato che il territorio palestinese occupato “non dovrebbe essere soggetto ad alcuna misura volta ad alterare il suo status giuridico, la sua composizione demografica o la sua integrità territoriale”.
A questo proposito, ha sottolineato che “tutte queste politiche e misure sono nulle e non valide, e gli insediamenti israeliani e le politiche ad essi correlate nei territori occupati sono privi di qualsiasi validità giuridica e costituiscono una grave violazione del diritto internazionale, come è stato inequivocabilmente riaffermato dalla Corte internazionale di giustizia”.
Nel chiedere la fine “immediata” delle azioni di Israele, ha esortato la comunità internazionale a “adottare misure concrete per garantire l’assunzione di responsabilità e proteggere la prospettiva di una pace giusta e duratura”.

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