North-Stream 2: così Renzi segue la linea di Washington e ci mette contro la Russia

4838
North-Stream 2: così Renzi segue la linea di Washington e ci mette contro la Russia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


di Eugenio Cipolla

 La linea italiana sullo spinoso progetto del North Stream-2, dopo mesi di silenzi e apparenti menefreghismi, è uscita improvvisamente l’altra sera, al termine del vertice G5 di Hannover che ha visto protagonisti Barack Obama, Angela Merkel, François Hollande, David Cameron e Matteo Renzi. «Credo che se uno vuole porre l'attenzione sulla necessità di aiutare l'Ucraina – ha detto il premier italiano - non si preoccupa tanto della posizione del governo italiano quanto del progetto del North Stream. Il raddoppio del North Stream è un'operazione che taglia fuori l'Ucraina. Un anno fa – ha continuato  - è stato detto di no al South Stream perché tagliava fuori l'Ucraina, adesso come facciamo a dire di sì al raddoppio di North Stream? Su questi singoli argomenti abbiamo soltanto iniziato la discussione e immagino che del tema Ucraina e delle sanzioni si parlerà al Consiglio europeo» del 28-29 giugno prossimi.
 
Mai prima d’ora la leadership italiana si era espressa a riguardo. E i dubbi e le ipotesi che si fanno sui motivi di un’uscita così diretta e a gamba tesa sono molti. La prima è che sia una sorta di ripicca per la mancata realizzazione del South Stream, il gasdotto che doveva arrivare in Europa meridionale, bypassando l’Ucraina. Un progetto che avrebbe dovuto portare nei territori Ue 67 miliardi di metri cubi di gas l’anno, dal costo di 15,5 miliardi di euro e del quale Eni sarebbe stato il principale partner. Poi, dopo una serie di ostracismi da parte dell’Unione Europa, a fine 2014 si è deciso di sospendere tutto fino a tempo indeterminato. In parole povere non si farà nulla. Ripicca, dunque, perché se con il South Stream Eni avrebbe avuto un ruolo fondamentale, con il gemello North Stream-2 a farla da padrone saranno le aziende tedesche, E-On e Basf in particolare, e francesi.  La capacità del nuovo gasdotto sarà di 55 miliardi di metri cubi l’anno, mentre il costo del progetto molto simile a quello del South Stream. Così la Russia sarà capace di fornire gas a Germania, Regno Unito, Paesi Bassi, Francia e Danimarca attraverso il Mar Baltico, senza dover passare per forza dall’Ucraina.
 
Una prospettiva molto gradita a tre dei cinque partecipanti della riunione di Hannover, ma non a Renzi e soprattutto a Obama, che non vede di buon occhio l’espansione russa nel settore del gas e una conseguente riduzione delle possibilità di piazzare shale oil in Europa. E’ questo, secondo molti analisti, il vero motivo che ha spinto il premier italiano a opporsi al fronte anglo-franco-tedesco: allearsi con Obama per riconquistare posizioni in un Europa dove l’Italia conta sempre meno. Già sei mesi fa, a novembre, il dipartimento di Stato Usa aveva criticato apertamente l’idea del North Stream-2, avvertendo che l’attuazione del progetto avrebbe causato perdite pari a 2 miliardi di $ l’anno per i già malandati bilanci dell’Ucraina. «Bisogna chiedersi perché da una parte si aiuta l’Ucraina, mentre dall’altra si prova a strangolarla», aveva commentato Robin Dunnigan, assistente del Segretario di Stato Usa per l’energia.
 
Contro il progetto negli scorsi mesi si è creato un fronte pro-americano formato da diversi paesi dall’est. Oltre alla stessa Ucraina, che con l’ex premier Yatsenyuk aveva chiesto all’Ue di bloccare la costruzione del nuovo gasdotto, si sono pronunciati anche la Polonia, che ha definito l’affare «contrario al diritto comunitario», e l’Estonia, il cui primo ministro ha chiesto a Bruxelles di verificare la legalità dell’accordo siglato da Gazprom con le aziende tedesche e francesi. Come andrà a finire, e se l’opposizione di Renzi al prossimo Consiglio Europeo avrà qualche effetto, è ancora presto per dirlo. Sta di fatto che a Mosca non hanno affatto apprezzato la posizione di Renzi a riguardo, giudicando le sue dichiarazioni opportuniste e incoerenti rispetto alle parole di apertura pronunciate verso la Russia nei mesi scorsi.  

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo   Una finestra aperta CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

CIFTIS 2026: la Cina spalanca le porte dei servizi al mondo

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Il viaggio di Xi che cambia la geopolitica mondiale (VIDEO)

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN di Alessandro Bartoloni USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

USA vs BRICS: ecco la vera posta in gioco in IRAN

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra" di Paolo Desogus "Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

"Ci stiamo avvicinando sempre più alla guerra"

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La legge di Netanyahu in Italia di Giorgio Cremaschi La legge di Netanyahu in Italia

La legge di Netanyahu in Italia

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti