Arriva la conferma: Saif al-Islam Gheddafi è stato ucciso in Libia

 Saif al-Islam Gheddafi, figlio ed ex delfino del defunto rais Muammar, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nella città di Zintan, in Libia occidentale, dove risiedeva da anni.  La notizia ripresa da fonte libica e poi rilanciata da Al Jazeera,  riporta d’attualità le ferite mai rimarginate del Paese.  

11915
Arriva la conferma: Saif al-Islam Gheddafi è stato ucciso in Libia

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Francesco Fustaneo

La conferma pubblica è giunta attraverso un breve annuncio sulla pagina Facebook a lui intitolata: “Apparteniamo a Dio e a Lui torneremo. Il mujahid Saif al-Islam Gheddafi è affidato alle cure di Dio”. Un messaggio lapidario, senza dettagli  ulteriori sulle circostanze.

A seguire, anche Mohamed Abdel-Muttalib Al-Houni, ex consigliere di Gheddafi durante il progetto politico “Libia al-Ghad”, ha preso la parola sui social, denunciando un tradimento: “La mano del tradimento si è tesa e ha assassinato un uomo che amava la Libia e sognava la sua prosperità e rinascita. Lui è Saif al-Islam al-Gheddafi”.

Le dinamiche dell’agguato e l’identità degli esecutori restano completamente oscure. Al momento in cui scriviamo, né il governo con sede a Tripoli né quello di Bengasi hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Saif al-Islam, 53 anni, pur non avendo mai ricoperto una carica formale di vertice di governo sotto il padre, ne fu considerato il numero due e il volto pubblico più modernizzante dal 2000 fino alla caduta del regime nel 2011. Catturato dalle milizie di Zintan mentre tentava la fuga dopo la presa di Tripoli, la sua detenzione in una prigione locale divenne l’emblema della frammentazione del potere in Libia.

Rilasciato nel 2017 grazie a una grazia generale del parlamento di Tobruk, aveva da allora mantenuto un profilo discreto ma continuativamente influente, tessendo relazioni dalla sua roccaforte di Zintan. La sua figura restava un potenziale catalizzatore di consenso, ma anche di forti opposizioni, attraverso le divisioni tribali e regionali del Paese.

L’assassinio riaccende i riflettori sulla profonda instabilità libica, a oltre un decennio dalla rivoluzione che portò alla morte di Muammar Gheddafi. La Libia rimane spaccata di fatto  in due tra governi rivali e un mosaico di milizie.

La rimozione violenta di una delle poche figure storiche in grado di attraversare, almeno nominalmente, le fratture del Paese, rischia di aprire un nuovo periodo di tensione. Le prossime ore saranno cruciali per capire se l’episodio resterà confinato a Zintan o diventerà la miccia per un più ampio confronto in un Paese dove la violenza non si è mai sopita.

Francesco Fustaneo

Francesco Fustaneo

Laureato in Scienze Economiche e Finanziarie presso l'Università degli Studi di Palermo.
Giornalista pubblicista dal 2014, ha scritto su diverse testate giornalistiche e riviste tra cui l'AntiDiplomatico, Contropiano, Marx21, Quotidiano online del Giornale di Sicilia. 
Si interessa di geopolitica, politica italiana, economia e mondo sindacale

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza di Paolo Desogus Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Cosa ci insegna la storia dei due registi ebrei di Naza

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo di Geraldina Colotti Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Carlos, storia di un rivoluzionario scomodo

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia di Marinella Mondaini L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

L'ultima "perla" di Crosetto a Varsavia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina di Giorgio Cremaschi Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Meloni, Schlein e l'irrinunciabile guerra in Ucraina

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti