Cosa ci fanno i militari USA a Ushuaia, nel sud dell’Argentina?

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Cosa ci fanno i militari USA a Ushuaia, nel sud dell’Argentina?

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La presenza di uomini della fanteria di marina statunitense a Ushuaia, nell’estremo sud dell’Argentina, ha riacceso il dibattito sulla sovranità nazionale e sulla crescente proiezione militare di Washington in America Latina. La Marina argentina ha confermato che i militari partecipano a un’esercitazione binazionale dedicata alle tecniche operative in ambienti di freddo estremo, iniziata l’8 settembre e destinata a concludersi il prossimo martedì. L’addestramento prevede l’impiego di ramponi, ciaspole, sci alpino, corde e procedure di sopravvivenza in condizioni climatiche difficili.

Un’attività presentata dalle autorità come parte di un accordo di cooperazione militare attivo dal 2017. Ma proprio la presenza statunitense in una località strategica come Ushuaia ha provocato reazioni politiche. La Política Online sostiene che l’ingresso dei militari sia avvenuto senza l’autorizzazione del Congresso prevista dalla Costituzione argentina, sollevando interrogativi sulla regolarità dell’operazione.

Il ministro del Lavoro di Buenos Aires, Walter Correa, ha criticato l’iniziativa, sottolineando la contraddizione tra i discorsi governativi sulla sovranità delle Malvinas e l’addestramento di militari statunitensi nel territorio argentino. La senatrice (LLA) Belén Montes de Oca ha invece difeso l’esercitazione, definendola una forma standard di cooperazione internazionale e precisando che i militari non avrebbero portato armi proprie. La polemica si inserisce in un contesto regionale segnato dall’intensificazione della presenza politica e militare degli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump.

A Ushuaia, il tema della cooperazione militare torna così a confrontarsi con una domanda fondamentale: dove finisce la collaborazione e dove comincia la cessione di sovranità?

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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