Il capo del Pentagono interrogato sull'attacco al Venezuela e questa è la sua reazione

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Il capo del Pentagono interrogato sull'attacco al Venezuela e questa è la sua reazione

 

Il segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha eluso domenica le domande dei giornalisti su quanto gli Stati Uniti siano vicini a lanciare attacchi di terra in Venezuela, nel contesto dell'aggressione di Washington  contro la nazione caraibica.

Mentre parlava con la stampa sul red carpet prima della cerimonia di premiazione del Kennedy Center, al capo del Pentagono è stato chiesto quanto gli Stati Uniti siano vicini a compiere attacchi di terra nel paese bolivariano.

"Quanto siamo vicini a un attacco di terra contro il Venezuela, signor Segretario?" ha chiesto un giornalista, ma non ha ricevuto risposta, poiché Hegseth si è allontanato dalla stampa senza replicare. Quando la stessa domanda è stata ripetuta, l'ha ignoata di nuovo, parlando con i partecipanti all'evento.

In precedenza, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva promesso in diverse occasioni che Washington avrebbe iniziato a combattere i presunti cartelli della droga sulla terraferma, allo stesso modo in cui lo fa in mare. 

In questo contesto, ha specificato che tali attacchi di terra sarebbero stati condotti contro "chiunque" producesse droga e la vendesse agli Stati Uniti. "Se entrano attraverso un determinato Paese o qualsiasi Paese, o se pensiamo che stiano costruendo fabbriche per, che si tratti di fentanil o cocaina. [...] Ma sì, chiunque lo faccia e la venda al nostro Paese è soggetto ad attacco.  Non necessariamente solo il Venezuela. No, non solo il Venezuela, no", aveva minacciato Trump.

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La Redazione de l'AntiDiplomatico

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