Manlio Di Stefano (M5S): 'La distruzione della Siria si chiama neo-colonialismo'

10056
Manlio Di Stefano (M5S): 'La distruzione della Siria si chiama neo-colonialismo'

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


Nella giornata di mercoledì Manlio Di Stefano, capogruppo della Commissione Affari Esteri del Movimento 5 Stelle, ha tenuto una conferenza stampa alla Camera dei Deputati sul tema della Siria. Erano presenti il vescovo maronita di Aleppo Joseph Tobij (qui il suo intervento) e Alberto Negri, giornalista de il Sole 24 Ore (qui il suo intervento). 



Questo il suo intervento:

"Andare oltre l'informazione prestabilita dalle corporazioni dei mezzi di comunicazione è una delle prerogative fondanti il Movimento 5 Stelle. Sulla Siria e il disastro umanitario devastante in corso nel paese, come su tutte le altre questioni, tendiamo a diffidare dai resoconti di inviati di New York, Tel Aviv o Doha e preferiamo le testimonianze dirette. 

E' un grande onore e di straordinaria importanza, per questo, ascoltare le parole del Vescovo maronita di Aleppo, Joseph Tobij, che ringrazio di essere qui con noi oggi. Da lui, nato ad Aleppo, potremo avere la percezione di quello che sta accadendo nel paese, potremo sapere quello che i siriani pensano dell'intervento russo, di quello che pensano della coalizione internazionale a guida Usa (di cui l'Italia fa parte) e se questi 'faticenti' (?) ribelli moderati tanto amati da Gentiloni, siano davvero così "moderati".

Ascolteremo con piacere poi l'intervento di un grande giornalista italiano. Inviato per anni in quelle aree del Medio Oriente, Alberto Negri. Nessuno più di lui ci potrà aiutare a tessere le fila del discorso.

Mi prenderò solo alcuni minuti per ricordare che il Movimento 5 Stelle sulla Siria ha speso enormi energie. Da mesi (ormai anni) chiediamo con decine di atti parlamentari tra Camera e Senato il ristabilimento delle relazioni diplomatiche con il governo di Damasco, la fine dei rapporti commerciali e vendita di armi a quei paesi che finanziano, armano e supportano il terrorismo come l'Arabia Saudita, la fine delle sanzioni dell'Unione Europea contro la Siria.

Molto spesso quei media dall'informazione prestabilita di cui parlavamo prima ci chiedono quale sia la strategia del Movimento 5 Stelle. Quale sarebbe la politica estera del Movimento 5 Stelle una volta al governo? Cosa farebbe il Movimento 5 Stelle sulla Siria e sugli altri paesi del Mediterraneo Orientale?

Non sarà certamente facile prendere in eredità i disastri compiuti in questi anni. Il dramma siriano in corso e quello in precedenza del popolo afgano, iracheno, libico, yemenita. E ancora prima con quello somalo, serbo e di tutta l'area dell'ex Jugoslavia. Potremmo continuare a lungo. Ecco, il Movimento 5 Stelle al governo, come primo atto della sua politica estera, chiederebbe scusa per le colpe dei governi precedenti.

Al popolo siriano e a tutte queste popolazioni distrutte dall'interventismo occidentale della Nato, cui l'Italia ha colpevolmente prestato il fianco, il Movimento implorerebbe perdono pur senza averne colpe dirette.

Alla Siria andrebbe chiesto scusa perché il Governo Monti ha rotto le relazioni diplomatiche con Damasco e riconosciuto i faticenti "Amici della Siria" che sul campo sono quei "ribelli moderati" alleati di Al-Nusra (Al-Qaeda). 

Andrebbe chiesto scusa per aver finanziato e supportato quei mercenari provenienti da 89 paesi (molti occidentali) che hanno con il terrorismo spolpato, distrutto, devastato un paese che offriva il Welfare più sviluppato della regione. 

Andrebbe chiesto scusa per aver permesso all'Isis di occupare ampie zone di quel paese, armando, finanziando e supportando i principali "bancomat dell'Isis" come Arabia Saudita e Qatar. Chiederemmo scusa e imploreremmo il perdono della popolazione siriana per aver avallato le sanzioni dell'Unione Europea. 

Andrebbe chiesto scusa perché siamo noi, noi intesi come i paesi parte della NATO, il giardino di casa degli Stati Uniti e delle loro perverse logiche di dominio del mondo.

Questo deve essere il punto di partenza per tentare di ricucire le relazione, laddove i governi del passato hanno solo distrutto avallando bombe, terrorismo e invasioni.

Ecco, dopo questo imposteremmo con la popolazione siriana, ma anche con quella afgana, libica, irachena, yemenita, somala etc. etc. un nuovo corso di politica estera basato su due principi che non sono i nostri, non sono del Movimento 5 Stelle, pensate sono i principi cardine delle Nazioni Unite: il rispetto della sovranità e la non ingerenza negli affari interni di altri paesi. 

Una vera rivoluzione, oggi, consiste semplicemente nell’applicare la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale.

Prima di dare la parola a Mons. Tobij vorrei solo ricordare che sabato 17 settembre gli Stati Uniti d’America hanno bombardato postazioni dell’esercito siriano a Deir Ezzor, uccidendo decine di soldati siriani, facilitando l’avanzata dell’ISIS e ponendo fine, di fatto, alla tregua siglata il 9 novembre a Ginevra. Sono morti 62 soldati siriani e altri 100 sono stati gravemente feriti mentre combattevano il cancro dello Stato Islamico.

L’attacco è ancora più grave perché seguito immediatamente dall’avanzata dell’ISIS e questo non può certo essere considerato una coincidenza anche perché, la postazione dell’esercito siriano, era stata comunicata alle forze statunitensi dai russi. Si è trattato di una gravissima violazione, ancor più grave perché la decisione è stata presa all’interno di quella coalizione internazionale (di cui fa parte l’Italia) che dopo aver passato mesi a far finta di combattere l’ISIS ora ne facilita addirittura l’avanzata in Siria.

Australia, Danimarca e Regno Unito hanno ammesso di aver partecipato alle operazioni che hanno portato al bombardamento delle postazioni siriane. Il Ministro Gentiloni e il governo italiano ci devono ancora dire se fossero stati informati dell'attacco. Se sì, quale ruolo hanno avuto. Se no, che senso ha ancora far parte di questa coalizione? Qualunque sia la risposta il governo italiano non si è dissociato da questo barbaro attacco che ha reso più complicata la lotta al terrorismo in Siria e facilitato l'Isis. Ecco, e mi rivolgo ai giornalisti, quando prenderete atto che la strategia del governo sulla Siria è contraria al Diritto internazionale, al principio di non ingerenza negli affari interni di altri Stati e alla convivenza pacifica tra i popoli?"

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia di Giuseppe Masala L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

L'inutile vittoria dell'AfD in Sassonia

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni   Una finestra aperta Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Lo spirito di Yan’an e il turismo rosso: un viaggio tra generazioni

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Un Diego Bianchi in giacca e cravatta di Paolo Desogus Un Diego Bianchi in giacca e cravatta

Un Diego Bianchi in giacca e cravatta

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni di Giorgio Cremaschi La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

La (vera) assicurazione di Giorgia Meloni

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti