Cuba: rientrano i medici dopo la rottura unilaterale della Giamaica su pressione USA
Un primo gruppo di professionisti sanitari cubani è rientrato in patria dopo che il governo della Giamaica, sotto le intense pressioni dell'amministrazione statunitense di Donald Trump, ha deciso di porre fine all'accordo di cooperazione medica che per decenni aveva legato i due paesi. All'arrivo, i collaboratori sono stati accolti dalle autorità sanitarie e governative cubane, tra cui la viceministra della Salute Pubblica, Tania Cruz, il vice primo ministro Eduardo Martínez Díaz e il ministro della Salute José Ángel Portal Miranda. Durante la cerimonia, è stato sottolineato che i medici rientrano con la missione compiuta, dopo aver lavorato in zone difficili e comunità vulnerabili, lasciando un segno duraturo nel sistema sanitario giamaicano.
?????????????????? Regresa a Cuba brigada de colaboradores que laboraba en Jamaica
— Ministerio de Salud Pública de Cuba (@MINSAPCuba) March 27, 2026
???? La decisión del gobierno de Jamaica, pone fin a una historia fructífera de cooperación, privando a su pueblo de servicios básicos y especializados de Salud.
Más ???? https://t.co/3Bec6swNR6#CubaPorLaVida pic.twitter.com/32l4O0UV91
La cooperazione cubana in Giamaica si è estesa per oltre 30 anni, con risultati significativi: più di 4.700 specialisti hanno prestato servizio, assistendo oltre otto milioni di pazienti, eseguendo circa 74.000 interventi chirurgici e partecipando a migliaia di parti. Attraverso il programma oftalmologico Operazione 'Milagro', hanno inoltre restituito la vista a oltre 25.000 persone. L'Avana ha denunciato che la decisione unilaterale della Giamaica, comunicata lo scorso 4 marzo, è stata influenzata da pressioni esterne, ribadendo al contempo la propria disponibilità a proseguire, senza condizionamenti, la propria politica di cooperazione sanitaria internazionale.

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