“Hollande: il Gamelin della guerra economica”

Il Fmi non prevede la fine della disoccupazione in Francia fino al 2020

1291
“Hollande: il Gamelin della guerra economica”

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

In IMF sees no end to French jobless crisis this decade, Ambrose Evans Pitchard commenta la revisione annuale del Fmi dell'economia francese, in cui l'organizzazione internazionale ha chiesto al presidente francese Francois Hollande di rallentare l'andatura del consolidamento fiscale del prossimo anno per evitare la stagnazione economica e tarpare le ali alla flebile ripresa alle porte. “Data l'esitante ripresa, il governo dovrebbe agevolare l'andatura dell'aggiustamento”. 
Una serie di economisti francesi, prosegue nella sua analisi il Columnist del Telegraph, hanno accusato Hollande di esser stato troppo ottimista nel proclamare, in un'intervista del 14 luglio scorso, che la crisi fosse ormai alle spalle. Partick Artus di Natixis, ad esempio, ha recentemente dichiarato che segni di stabilizzazione sono dovuti al restocking e dovrebbero essere trattati con molta cautela. “Non si tratta di ripresa”, ha dichiarato. L'Observatoire Economique, think tank economico di sinistra, ha dichiarato che il regime politico della zona euro rimane recessiva e rischia di spingere l'economia francese in una fase di deflazione il prossimo anno.
Il Fmi ha dichiarato che il tasso di disoccupazione crescerà ulteriormente fino all'11,6% nel 2014 e si tratta di uno scacco politico per il mandato di Hollande, che ha chiesto proprio al popolo di giudicarlo su quanti posti di lavoro riuscirà a creare. Il Fondo ha dichiarato che gli sforzi per diminuire il deficit di bilancio dovrebbero focalizzarsi sui tagli alla spesa piuttosto che in nuove tasse “che sono già tra le più alte al mondo ed hanno un impatto negativo su investimento e creazione di lavoro”. Per questo l'organizzazione internazionale ha pregato il governo socialista di accelerare sulle riforme sul mercato del lavoro per una maggiore flessibilità, che, del resto, da sole non saranno sufficienti a restaurare una competitività che è tra le più basse d'Europa.  Il debito pubblico francese, sempre secondo le stime del Fmi, raggiungerà il livello di 95% il prossimo anno per poi superare i 100 punti percentuali senza una ripresa consistente dell'euro-zona.
La critica del Fmi è comunque nulla in confronto agli attacchi che Hollande sta subendo da alcuni commentatori francesi. Nicolas Baverez ha definito il capo dell'Eliseo il “Gamelin della guerra economica”, con il riferimento al generale che decise di costruire la Linea Maginot e fu testimone del collasso del 1940. “La Francia del 2013 è un'isola d'immobilità, che soffre di mancanza di leadership e strategia. Hollande ha messo la Repubblica alla mercé del Fronte Nazionale e dell'euro”, ha dichiarato. Dello stesso avviso Eric Dor, professore alla business school IESEG a Lille, che ha sostenuto come le fortune delle industrie francesi e tedesche si sono diversificate in modo drammatico dal lancio dell'euro. La produzione industriale è cresciuta ad un'andatura similare in entrambi i paesi fino alla fine degli anni '90, con la Francia in grado di svalutare per restare competitiva. “Dal gennaio 1999 all'aprile 2013, la produzione francese è diminuita dell'11,4% mentre quella tedesca è aumentata del 32%. Stiamo osservando una distruzione progressiva della nostra capacità produttiva. I profitti sono così bassi che non c'è incentivo ad investire ed è molto preoccupante”. 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti