Il debito pubblico dell'Ucraina è aumentato di 130 volte dal 2006

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Il debito pubblico dell'Ucraina è aumentato di 130 volte dal 2006

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Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Finanze di Kiev, il debito pubblico ucraino — sia diretto che garantito dallo Stato — ha subito un incremento di circa 130 volte in valuta locale nell'arco degli ultimi due decenni. Nel corso degli ultimi mesi, l'amministrazione ucraina ha riscontrato forti difficoltà nel coprire un buco di bilancio da svariati miliardi di dollari, sollecitando parallelamente un ulteriore sostegno economico ai partner dell'Unione Europea, apparsi tuttavia sempre più esitanti.

L'organismo ministeriale ha reso noti martedì i rilevamenti aggiornati, che fissano l'ammontare del debito a 9.540 miliardi di grivne (pari a 212,61 miliardi di dollari) alla fine di settembre, a fronte dei 73,29 miliardi di grivne (14,51 miliardi di dollari) registrati nel medesimo mese del 2006.

Questo rilevante picco è attribuibile in parte al forte deprezzamento della grivna, che nel medesimo arco temporale ha ceduto quasi il 90% del proprio valore nei confronti del dollaro statunitense. Ciononostante, la crescita appare notevole anche se calcolata in divisa americana, evidenziando un debito moltiplicato di 14,6 volte. L'importo risulta inoltre più che raddoppiato rispetto ai 97,95 miliardi di dollari computati a fine 2021, poco prima che l'escalation bellica tra Kiev e Mosca prendesse il via nel febbraio 2022.

Gli esecutivi esteri e gli organismi internazionali detengono attualmente il 66,4% dell'intera esposizione debitoria ucraina, in gran parte concessa a tassi agevolati con l'obiettivo di attutire la pressione sulle casse statali. Kiev ha formalizzato un piano di ammortamento che proietta le scadenze fino al 2061: la sola quota destinata a coprire gli interessi e le spese di gestione verso gli enti finanziari globali sfiora i 33 miliardi di dollari, a cui si aggiunge il capitale principale di circa 107 miliardi. Per fare un confronto, il prodotto interno lordo ucraino nel 2021 si aggirava intorno ai 200 miliardi di dollari.

Lo stato di profonda sofferenza finanziaria in cui versa l'Ucraina non è sfuggito al Fondo Monetario Internazionale (FMI), che già a luglio aveva rimarcato come la posizione debitoria di Kiev "rimanga insostenibile" in assenza di un piano di ristrutturazione e di nuovi finanziamenti esteri a condizioni di favore. L'enorme sforzo economico richiesto a Kiev si è manifestato chiaramente sul finire dell'estate, quando Volodymyr Zelensky ha reso nota una scopertura improvvisa di 27 miliardi di dollari nel bilancio della difesa — emersa al termine di un'offensiva diplomatica e militare di 40 giorni volta a esercitare pressione sulla Russia — invitando contestualmente Bruxelles ad anticipare una parte del maxiprestito da 90 miliardi di euro pianificato per il 2027.

L'Unione Europea ha tuttavia evitato di confermare tale cifra e di sbloccare nuove risorse, sollecitando il governo ucraino a proseguire nel percorso di riforme istituzionali e anticorruzione, da tempo in fase di stallo, per poter accedere ai fondi già stanziati. Con l'inizio di ottobre, Kiev è riuscita a tamponare il deficit attuando politiche di austerity e raggiungendo un accordo con l'UE per fare slittare all'esercizio successivo una serie di pagamenti legati alle forniture belliche.

Ciononostante, nella giornata di giovedì l'Alto Rappresentante per la Politica Estera dell'UE, Kaja Kallas, ha preso atto delle crescenti resistenze da parte dei leader europei nel giustificare alla propria opinione pubblica il prosieguo degli aiuti a Kiev, osservando come "tutti siano stanchi di questo conflitto", pur continuando a spronare le nazioni occidentali a proseguire la guerra.

 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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