La Crimea ha riconfermato la propria fiducia nel presidente Putin

Dati alla mano si evince che la scelta presa dal popolo della penisola 4 anni fa fosse ben ponderata

12693
La Crimea ha riconfermato la propria fiducia nel presidente Putin

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE



di Giuseppe Acciaio
 

Le elezioni Presidenziali in Russia del 18 Marzo hanno avuto un sapore particolare per la Crimea, la Regione che dal 2014 è tornata ad esser parte della Russia dopo un referendum molto chiacchierato. Con il voto di domenica scorsa possiamo dire che si è svolto un secondo referendum sull’autodeterminazione in Crimea. Sono già trascorsi 4 anni dai tragici eventi di Maidan che hanno portato alla scissione della Crimea dall’Ucraina, e il popolo chiamato adesso alle urne ha riconfermato la propria fiducia nel rieletto presidente Putin votandolo in massa con il 90 % del consenso, ben oltre la media nazionale del 76,7%.

 

Dati alla mano si evince che la scelta presa dal popolo della penisola 4 anni fa fosse ben ponderata. Nello spazio politico Ucraino ancora oggi ci si chiede: “Chi ha perso la Crimea?”. Sia per i politici che per l'opinione pubblica i “colpevoli” sono da ricercarsi sempre più spesso nel nome del Presidente Ucraino ad interim Turcynov che diede l’ordine di non opporre resistenza , e nel vice Primo Ministro Jacenyk che si limitò , quattro anni fa, a lanciare avvertimenti e minacce pubbliche alla Russia. 

 

Per capire come sono andate realmente le cose si deve scavare più a fondo nei reali motivi della perdita della Crimea, che avvenne subito dopo le rivolte di Maidan e il golpe di Stato che vide sconfitto il presidente Yanukovich. Nella puntata di Matrix dello scorso novembre “Guerra in Ucraina, le verità nascoste”, dall’indagine del giornalista italiano Gian Micalessin sono venuti fuori nuovi elementi  (https://www.youtube.com/watch?v=RIriR7QwjaY). Nella sua indagine Micalessin è riuscito a dimostrare che i cecchini resisi protagonisti del sangue versato tra le strade di Kiev erano pilotati dall’opposizione. Uno di questi “manovratori” risponde al nome di Sergei Pashinsky, che ora siede comodamente nel Parlamento ucraino con il partito “Blok Petra Poroshenko”. Pashinsky fu fermato con il fucile da cecchino, tuttavia non rilasciò alcuna spiegazione attendibile al Procuratore. 

 

In questa indagine sono state riportate anche alcune testimonianze di cittadini georgiani, ingaggiati per sparare all’impazzata sulla folla e sulle forze dell’ordine. 

Basti ricordare gli eventi che seguirono il bagno di sangue del febbraio del 2014, quando venne violato l’accordo stipulato tra l’opposizione e Yanukovich. Nella notte tra il 20 e il 21 febbraio,  dopo gli spari sulla folla, i manifestanti infuriati occuparono nel giro di poche ore tutti gli organi del potere costringendo il Presidente Yanukovich a scappare prima in Crimea e poi in Russia.  

Non vi è nessuno che possa confutare la tesi secondo cui la morte di “nebesna sotnya “ (le cento persone uccise negli scontri di piazza) non abbia spianato la strada a tutti quelli che adesso si trovano al potere in Ucraina. Il terrore di finire nel caos, come successo per le strade di Kiev, spinse allora la Crimea ed il Donbass prima ad opporsi ai golpisti e poi a cercare l’aiuto del governo Russo. 

 

Nessuno in quel momento avrebbe potuto immaginare che l’accordo stipulato tra Yanukovich e la Russia per la creazione della base della Flotta del Mar Nero in Crimea fino al 2049 avrebbe aiutato gli abitanti della penisola a staccarsi dall’Ucraina se non vi fosse stato il Golpe, perchè questa eventualità non sarebbe stata mai presa in considerazione nonostante varie volte già in passato gli abitanti della Crimea avessero espresso la volontà di votare per tornare ad essere parte della Russia. Il prezzo di tali azioni per la Russia sarebbe stato troppo alto, tutti lo sapevano a Mosca, ma a sua volta anche inevitabile visti i pericoli a cui sarebbero stati esposti gli abitanti russofoni. Per questo il primo referendum per l’autodeterminazione fu la risposta alle violenze di Kiev. 

 

Purtroppo questa lezione non è servita a niente, l’errore sarà commesso ancora all’infinito dal governo di Kiev, ed a pagarne le spese saranno, come sempre, i cittadini ucraini, sia dell'ovest che dell'est, come ancora accade nel Donbass.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Potrebbe anche interessarti

La guerra per le rotte arriva al Grande Nord di Giuseppe Masala La guerra per le rotte arriva al Grande Nord

La guerra per le rotte arriva al Grande Nord

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026 di Michelangelo Severgnini CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

CONTRO-STORIA DELLA TURCHIA 2016-2026

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia? di Fabio Massimo Paernti Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Siete proprio sicuri di vivere in democrazia?

Una falsa false-flag? di Francesco Santoianni Una falsa false-flag?

Una falsa false-flag?

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca di Alessandro Bartoloni La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

La vera ragione del viaggio del direttore della CIA a Mosca

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli di Raffaella Milandri Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Balle spaziali sui Nativi. Gli errori autorevoli

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Una vergognosa marchetta a Israele di Paolo Desogus Una vergognosa marchetta a Israele

Una vergognosa marchetta a Israele

Il voto su AfD e le vecchie beghine di Alessandro Mariani Il voto su AfD e le vecchie beghine

Il voto su AfD e le vecchie beghine

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra di Marinella Mondaini Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Bloomberg: In Germania gli ospedali sono ormai pronti alla guerra

Chi sono i veri nemici dell'Europa di Giuseppe Giannini Chi sono i veri nemici dell'Europa

Chi sono i veri nemici dell'Europa

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia di Antonio Di Siena Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Apparecchiano i monumenti! Il turismo che svende la Puglia

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA! di Giorgio Cremaschi ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

ORA ALMENO RISPARMIATECI L’IPOCRISIA. GIUSTIZIA PER ANDREA!

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti