La nota positiva del voto tedesco per la Grecia

La troika e la Merkel continueranno a chiedere "più sangue" ma aprendo un nuovo scenario

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La nota positiva del voto tedesco per la Grecia

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Riprendendo la prefazione dell'ultimo libro del sociologo tedesco Ulrich Beck - "l'Europa tedesca” - in cui l'autore dichiara di essere rimasto scioccato nell'apprendere alla televisione la notizia nel febbraio del 2012 che “Berlino deciderà oggi il futuro della Grecia”, Costas Douzinas sul Guardian analizza l'esito elettorale tedesco dal punto di vista di Atene e del dibattito aperto dal noto filosofo Jurgen Habermas: "L'Europa sarà tedesca o la Germania europea?”
 
La decisione dei popoli del sud Europa sarebbe chiaro: l'82% dei spagnoli, il 65% dei portoghesi ed il 58% degli italiani rigettono le politiche della Merkel. Ma il voto tedesco del 22 settembre, l'unico che conti veramente anche per i popoli del sud, è andato in un'altra direzione, conferendo alla Germania e alla Merkel un potere enorme nella prosecuzione delle politiche attuali. Il partito Social-democratico ha subito la seconda peggior sconfitta nella sua storia, ma, prosegue Douzinas, il risultato è comprensibile, anche se paragonato con quello che è accaduto ad i laburisti in Inghilterra: perché mai i cittadini dovrebbe votarli se le loro politiche sono solo una versione sbiadita di quelle neo-liberali di Merkel e Cameron?
 
Angela Merkel ha subito precisato dopo il trionfo che non si può ora eliminare la pressione sui paesi del sud. Pressione impersonificata dalla troika che in quegli stessi giorni arrivava ad Atene per assicurarsi che la Grecia avesse fatto significativi progressi nei tagli al settore pubblico, ad i servizi sociali e avesse iniziato la strada delle privatizzazioni. “Riforme” imposte come precondizione per continuare ad usufruire dei prestiti dei creditori internazionali. Come risultato dell'austerità, l'economia greca è crollata del 25%, il tasso di disoccupazione si attesta a livelli record 28% e quella giovanile supera il 60%. Il rapporto debito/Pil era al 120% all'inizio della crisi ed ha toccato ora il 175% dopo cinque anni di sofferenza. Nonostante il riconoscimento del Fondo Monetario Internazionale di un grave errore commesso nell'aver sottostimato gli effetti dell'austerità sul Pil, la troika, il braccio armato della Merkel, chiederà ancora più sangue
 
Il secondo prestito alla Grecia si concluderà il prossimo anno: i calcoli più accurati stimano che la recessione produrrà un buco fiscale da 5 miliardi di euro nel 2016. Nuovo prestito e nuova austerità, quindi. Ma, il paese già oggi sta toccando il fondo con salari, pensioni e condizioni del mercato del lavoro simili a quelli della Cina. La Grecia è il topo da laboratorio della troika: se il piano non incontra tanta resistenza ed ha successo nel decimare la condizione di vita delle persone, sarà esportato in tutta Europa, sostiene Douzinas.
 
Habermas ha notato che il declino sociale nell'Europa del sud “ci riporta alle condizioni della Repubblica di Weimar che ha portato il fascismo al potere”. I paesi in questione sono in uno stato d'emergenza ed il fatto che l'elettorato tedesco ha eliminato la speranza della solidarietà europea dal nord mette a rischio i principi fondanti dell'Ue – prosperità, pace democrazia e diritti umani – in nome della folle disciplina fiscale.
 
Habermas e Beck ritengono che la Merkel stia distruggendo “la globalizzazione dal volto umano” con cui l'Europa era nata. L'Integrazione europea secondo loro è l'unica risposta al capitalismo senza freni: i mercati hanno imposto il loro volere sui politici ed il popolo tedesco ha accettato questo patto di Faust. Ma, conclude Douzinas, la salvezza dell'Europa del sud può avvenire solo all'interno dei loro paesi. Ed in Grecia passa per un nuovo governo, con la sinistra che salga al potere ed elimini le misure d'austerità imposte, rinegozi il debito con i suoi creditori ed ottenga una moratoria sugli interessi. E' l'unica strada percorribile e, ironia della storia, potrà ora realizzarsi grazie al trionfo del neo-liberismo in Germania. 

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