L'alternativa cinese al sistema di pagamenti SWIFT

Russia-Cina: l'asse della de-dollarizzazione è realtà

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L'alternativa cinese al sistema di pagamenti SWIFT

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Una delle minacce ricorrenti utilizzate dalle nazioni occidentali nella loro guerra fredda (ma sempre più calda) con Putin è che la Russia sarebbe stata esclusa dalle transazioni monetarie internazionali una volta scollegata Mosca dalla piattaforma di telecomunicazioni per lo scambio di messaggi finanziari standardizzati tra istituzioni e società finanziarie nota come SWIFT (una mossa, per inciso, della quale la stessa SWIFT si lamentava).
 
Naturalmente, a seguito delle rivelazioni che già nel 2013, nientemeno che la NSA monitorava segretamente i pagamenti tramite SWIFT, uno potrebbe chiedersi se essere cacciato da SWIFT sia una maledizione o una benedizione, ma la Russia non ha avuto bisogno di ulteriori avvertimenti e, come abbiamo riportato meno di un mese fa, ha lanciato la sua alternativa interna a SWIFT, collegando inizialmente 91 istituti di credito. Questa decisione ha suggerito che la de-dollarizzazione è notevolmente più avanti di quanto molti si aspettavano e, accoppiata con la vendita massiccia di Buoni del Tesoro Usa da parte di Mosca, dimostra quanto sul serio Putin stia prendendo la minaccia di essere isolato dal sistema di pagamento occidentale.    

C'erano due chiare implicazioni a questo uso del denaro come mezzo per fare la guerra: i) a meno che qualcun altro non avesse seguito la Russia fuori da SWIFT, la sua azione, sicuramente notevole e coraggiosa, sarebbe stata inutile - dopo tutto, se tutti gli altri ancora utilizzano SWIFT qualsiasi cosa la Russia avesse attuato per l'elaborazione di pagamenti all'estero sarebbe stata irrilevante e ii) se davvero l'esempio russo di uscire da un sistema di pagamento occidentale avesse avuto successo e fosse stato copiato avrebbe accelerato la scomparsa dello status del dollaro come valuta di riserva, che è tale dal momento che non ci sono alternative. Fornite le alternative, l'intero sistema di riserva comincia a incrinarsi.
 
Oggi, abbiamo la prova che è il secondo risultato che sta per prevalere. Reuters riporta infatti che il sistema   internazionale di pagamento cinese, conosciuto abbastanza semplicemente come China International Payment System (CIPS), e che serve per elaborare le transazioni transfrontaliere in yuan, è pronto, e può essere lanciato già a settembre o ottobre. 

Secondo Reuters, il lancio di questo sistema eliminerà uno dei più grandi ostacoli per l'internazionalizzazione dello yuan e dovrebbe aumentare notevolmente l'utilizzo globale della valuta cinese, tagliando i costi di transazione e di trasformazione.

Inutile dire che la Cina è ben lieta di avere un proprio sistema di pagamento unificato, che internazionalizzi ulteriormente il renminbi, diventato una delle prime cinque valute di pagamento nel mese di novembre 2014, superando sia il dollaro canadese che il dollaro australiano sulla base dei dati SWIFT. 

L'osservazione finale di ZeroHedge. Se la brillante manovra dell'amministrazione Obama mirava a cacciare la Russia - e per affiliazione geopolitica, la Cina - da un meccanismo di transazione monetaria controllato e supervisionato dagli USA e costringere i due più grandi sfidanti degli Usa per il dominio globale nel proprio (o congiunto) sistema di pagamento, allora beh, complimenti: ci è riuscita.

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