Land grabbing: domani, a chi apparterrà il pianeta?

Procedendo al ritmo attuale, nel 2050, 3,7 miliardi di contadini saranno senza lavoro

2439
Land grabbing: domani, a chi apparterrà il pianeta?

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Milioni di ettari vengono acquistati ogni anno nel mondo da parte di investitori stranieri o multinazionali. E questo fenomeno non riguarda solo i terreni agricoli dei paesi in via di sviluppo. Nei paesi dell'Europa orientale, la collettivizzazione forzata ha distrutto ed emarginato i contadini. In Ucraina, 4 milioni di ettari di terreno erano già nelle mani di poche grandi imprese a pochi anni dalla decollettivizzazione,secondo le stime della Banca Mondiale.
 
Le conseguenze? Una morsa sui terreni agricoli, processi di concentrazione e il rischio di tre miliardi di contadini disoccupati entro il 2050. 


 
In una lunga intervista concessa alla rivista francese 'Basta!', Michel Merlet e Mathieu Perdriault, funzionari dell’Associazione Agter, provano a dare un’idea delle dimensioni del fenomeno del land grabbing nel mondo, presentando i dati della Banca Mondiale che ha registrato 56,6 milioni di ettari colpiti nel 2011 ( quasi le dimensioni della Francia, ndr ), e dell’'osservatorio Land Matrix , che ha individuato 80 milioni di ettari nel 2012. Tuttavia, precisano i due esperti, queste cifre non tengono conto di tutti i fenomeni e l'entità esatta di questi  è probabilmente impossibile da stabilire. Quello che è certo è che questo processo di concentrazione non è "normale".

Sempre più terra nelle mani di sempre meno persone! Il 50% della popolazione mondiale vive in aree rurali ed è direttamente minacciata da questi fenomeni. Procedendo di questo passo, nel 2050, 3,7 miliardi di persone saranno senza lavoro.


 
Il termine "accaparramento" è contestato dalle società interessate, che parlano invece di investimenti, mentre è spesso utilizzato dalle ONG che lo usano per sottolineare la responsabilità delle società, sebbene le vendite e gli affitti spesso avvengano con il consenso di "venditori" - statali, leader locali, o anche contadini - e in conformità con le leggi del paese in questione. 
 
Termini come ‘appropriazione’ e ‘concentrazione’, spiega Merlet, definiscono meglio il fenomeno. Quello che bisogna considerare in primo luogo è la lotta storica per l'accesso alla terra, alle risorse finanziarie e dei mercati, tra la piccola produzione agricola e la grande operazione capitalista. La coesistenza pacifica è un mito: le grandi aziende si costruiscono distruggendo le piccole.  
 
Come anticipato, le società sono solite parlare di “investimenti”, ma l'uso della parola contribuisce notevolmente alla confusione. Da dove provengono i loro profitti? Essenzialmente da quattro meccanismi: 1 / Dall'accesso alla terra quasi gratuito che porta ad una appropriazione di ricchezza e di rendita fondiaria. 2 / La possibilità di produrre con macchine potenti e così pochi lavoratori, i cui salari sono molto bassi. 3 / Da benefici concessi agli investitori al fine di attrarli, principalmente esenzioni fiscali. 4 / Dall’accesso privilegiato ai mercati redditizi, a volte sovvenzionati come nel caso dei biocarburanti.  Rendite di cui si appropriano gli "investitori".
 
Gli utili non riflettono l'efficienza del processo di produzione, ma la cattura di "una rendita". Questo si vede nella distribuzione della ricchezza creata. "L'appropriazione dei terreni agricoli a livello mondiale è una rendita economica per le imprese".
 
Sebbene le istituzioni internazionali stiano iniziando ad occuparsi del fenomeno, Perdriault esorta i movimenti contadini e le ONG a continuare a lottare per cambiamenti concreti da parte dei leader. "Nulla è cambiato nell'ordine internazionale E' sempre "due pesi, due misure" tra la tutela degli interessi delle imprese e degli attori transnazionali e la tutela degli interessi collettivi."


 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti