Le connessioni pericolose tra Stato Islamico e criminalità europea

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Le connessioni pericolose tra Stato Islamico e criminalità europea

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 Un rapporto del Centro Internazionale per lo Studio della radicalizzazione (ICSR) ha rilevato che più della metà dei jihadisti europei ha un passato criminale.  
Quando Rayat al-Tawhid, un gruppo di combattenti dello Stato Islamico originari di Londra hanno lanciato la loro propaganda sui social network, sapevano perfettamente come fare. Recentemente, il gruppo jihadista ha pubblicato una foto che mostra un combattente mascherato con un kalashnikov, accompagnato dalle parole "A volte le persone con il peggior passato, creanno il miglior futuro"

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 Queste parole possono sembrare sconcertanti da parte di terroristi ma sono in realtà scelte con grande cura. Gli obiettivi sono i giovani dal passato criminale in cerca di redenzione. Un'espiazione che il califfato è ovviamente in grado di offrire loro. Almeno questo è quello che vuole far credere loro.
 
L'ultima ricerca del Centro mostra che la maggior parte delle reclute dei gruppi terroristici, in passato, ha avuto a che fare con la legge per reati minori.   

Il rapporto denuncia un costante riavvicinamento tra le reti criminali e terroristiche in tutta Europa. Un cocktail che creerebbe un nuovo tipo di jihad, per il quale la violenza non è solo un modo per condurre la lotta religiosa, ma un vero e proprio stile di vita.

Peggio ancora, questo cambiamento di paradigma nella sfera terrorista dà più problemi ai servizi di intelligence e di sicurezza del Vecchio Continente. Questa è l'opinione di Peter Neumann, direttore dell'ICSR al King College di Londra che parla di un fenomeno di radicalizzazione "più difficile da individuare."

 "Molte analisi continuano a difendere la tesi che la maggior parte dei terroristi provengono da classi medie e superiori. Osama bin Laden era figlio di un milionario e i dirottatori dell'11 settembre studenti. Ma io non credo che questa tesi rifletta la realtà dello Stato islamico. Dobbiamo ripensare la nostra strategia". 

 Peter Neumann assicura che molti servizi di sicurezza ancora si aspettano che i giovani radicalizzati cambino il loro comportamento e il loro aspetto fisico, facendosi crescere la barba e cambiando i loro abiti, per esempio.

Secondo la banca dati dell'ICSR, questo è ancora vero per alcuni. Ma sempre più spesso, i combattenti continuano a fumare, bere e anche assumere droghe in attesa della loro partenza per il califfato

 La relazione dell'ICSR ha documentato numerosi casi di radicalizzazione in carcere che non sono stati ignorati dalle autorità e dai servizi segreti.  Uno degli esempi più eclatanti resta la rete franco-belga responsabile degli attacchi di Parigi e Bruxelles. 

 L'ICSR sta promuovendo una campagna per la riforma carceraria in Europa. In primo luogo, occorrerebbe formare il personale per rilevare i primi segni di radicalizzazione e informare le autorità competenti per impedire la costituzione della rete jihadista.

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