L'illusione del garantismo: meno tutele per i cittadini, più scudi per il potere
di Giuseppe Giannini
L' Italia è il luogo dove i paradossi prendono forma. All'interno di un Paese sempre più de-socializzato e de-politicizzato, dove le spinte propulsive, di rinnovamento ed inclusione vengono, di continuo depotenziate (la sottrazione degli spazi di incontro/confronto, la criminalizzazione e repressione delle idee non allineate ) il fare, il discutere in libertà è qualcosa che appartiene solo a chi di politica vive, cioè alla classe partitica.
Considerando che da quindici anni la metà degli italiani non vota è palese il deficit di rappresentanza e democrazia. Una volontà del popolo che non trova riscontro per forza nei partiti. I desideri e le istanze di quanti non hanno voce in capitolo sostituiti e catturate da quelli che stanno sopra. I partiti, rappresentativi della volontà di solo metà degli italiani (viste le percentuali di astensionismo), hanno monopolizzato qualsiasi decisione che ci riguarda. Il terreno su cui l'invasione di campo è più presente è quello relativo all'amministrazione della giustizia.
La politica dei partiti al di fuori della polis (perchè la disconosce) pretende di estendere i suoi privilegi ed impunità, mascherando tali intenzioni come servizi messi a disposizione del cittadino comune. E' il caso della riforma sulla giustizia che, modificando sette articoli della Costituzione, mette mano al complesso garantistico pensato in nome dell'indipendenza fra i poteri. I fautori dello stravolgimento autoritario, insieme all'Autonomia Differenziata, al premierato, alla riforma della legge elettorale ed ai nuovi provvedimenti repressivi – i decreti sicurezza – hanno come unico obiettivo quello di allargare oltre il consentito i loro poteri. Ogni tesi avanzata dai sostenitori del SI viene meno: all'inizio il tema era la separazione delle carriere, dopo che se ne è evidenziata la effettività (agevolata dalla riforma Cartabia) il nuovo argomento divisivo è la politicizzazione dei magistrati. C'hanno detto che se p.m e giudici appartengono allo stesso ordine (la pessima metafora calcistica dell'arbitro che appartiene ad una delle due squadre contendenti avanzata anche dall'ex poliziotto- inquistore Di Pietro) nella elezione dei componenti del C.S.M ci possono essere condizionamenti. In più il correntismo dell' A.N.M faciliterebbe candidature e carriere.
Ora, è doveroso ricordare che su circa novemila magistrati quelli iscritti alle correnti sono duemila e di questi in maggioranza appartengono a quelle di destra. Per cui, semmai, la politicizzazione concerne la scelta dei magistrati laici che, essendo presi da un elenco predisposto dal Parlamento nel quale la maggioranza è predominante, risentiranno "emotivamente" di quelle nomine. Mentre per i togati la scelta tramite il sorteggio non sarà garanzia di competenza ed imparzialità. Ancora più grave il rischio presente con l'istituzione dell'Alta Corte disciplinare.
Una sorta di tribunale speciale in contrasto con la previsione costituzionale ( art. 102: " non possono essere istituiti tribunali speciali o straordinari" ) per punire gli errori dei magistrati (ricordiamo che già esiste la responsabilità civile dal 1988 grazie alla legge Vassalli con cui il cittadino leso agisce per il risarcimento contro lo Stato, che, a sua volta, poi si rifà sul magistrato colpevole ) civili e penali, ma non per quelli commessi dai magistrati contabili, amministrativi e militari. Sembrerebbe quasi una riduzione di responsabilità ( altro che combattere gli errori) ed una giustificazione degli abusi delle élite vicine al mondo politico e delle Forze Armate. Pensiamo a chi deve accertare responsabilità legate ai reati fiscali o agli eccessi delle forze dell'ordine. Con la scusa di voler ridurre (impossibile da eliminare) gli errori di alcuni viene sconvolto l'intero impianto.
L' Alta Corte non sarà più presieduta dal Capo dello Stato (come avviene col CSM) ma da un soggetto di nomina parlamentare ( ecco la vera politicizzazione). Lo sdoppiamento dell'organo di autogoverno ne minerà l'autonomia, aumentando i costi di gestione, e, con uno di essi, quello accusatorio dei p.m dedito, esclusivamente, alla ricerca delle prove di condanna. In tal modo, esso agirebbe come un superpoliziotto al servizio dell'esecutivo, al quale rispondere in termini di efficienza, onde evitare, in mancanza di risultati l'intervento disciplinatorio dell'Alta Corte. Se riflettiamo sui nuovi reati introdotti dall'attuale esecutivo, che inaspriscono le pene per combattere il dissenso, colpevolizzare il disagio sociale dei poveri e dei migranti, allora, altro che garantismo ed imparzialità. Ne deriverà un sovraccarico di lavoro per le procure ed il sistema carcerario. Altro aspetto da evidenziare è che la presunta onestà intellettuale degli avvocati rispetto ai pm è contraddetta dal fatto che, mentre questi ultimi potrebbero presentare nella ricerca delle prove anche alcune a favore degli imputati, lo stesso non accade con i difensori, che anche se venuti a conoscenza della colpevolezza degli assistiti continuano a difenderli. Nei fatti aumentano i poteri di intervento delle forze dell'ordine – lo scudo penale, il fermo preventivo – mentre i magistrati che cercano di frenarne gli eccessi quando ravvisano la violazione delle libertà fondamentali e costituzionalmente garantite, o solo l'inosservanza o mancata applicazione di normative internazionali, vengono deligittimati. La giustizia viene dunque politicizzata dall'attuale esecutivo. E' prassi degli eredi di Berlusconi.
Le affermazioni di Gratteri vengono decontestualizzate; quelle più gravi di Nordio ( "magistrati paramafiosi" ) che ricordano gli " antropologicamente deviati" e della sua collaboratrice ("plotone di esecuzione") giustificate. Arriviamo, quindi, agli interventi della premier intrisi di livore. Già il fatto di occupare i media per far passare messaggi di parte e falsi, manipolando l'opinione pubblica, è qualcosa di inquietante. Parla della famiglia nel bosco. Giudica le sentenze senza rispettarle. Insieme ai fascio-leghisti invocano la non ingerenza dello Stato nelle questioni domestiche ( e il ruolo del diritto di famiglia?) Ancora, afferma che i giudici hanno liberato dal CPR in Albania uno stupratore e pedofilo. In realtà il governo è a piena conoscenza che chi lì presenta domanda di asilo fa ritorno indietro. Allora se così pericoloso perchè non l'hanno trattenuto in detenzione in Italia invece di espatriarlo? Evidentemente espatriare criminali pericolosi è abitudine di Meloni & Co., come è accaduto col carnefice libico Almasri.
Quanto ai pedofili miss (S)Garbatella potrebbe chiedere lumi all'amico-padrone americano, viste le frequentazioni con Epstein.Una pseudo riforma, questa, che non mira a snellire i processi e ad assicurare la certezza della pena, ma che procede verso l'impunità di quanti che, appartenendo alle forze dell'ordine, piuttosto che tutelare la sicurezza e l'incolumità abusano degli strumenti correttivi. Le torture di diversi esponenti della polizia penitenziaria, non solo poche mele marce; i pestaggi gratuiti nelle manifestazioni; gli introiti "illegali" di quelli di Rogoredo, delineano un quadro dove la divisa diventa sinonimo di omertà ed eccessi, che una magistratura depotenziata troverà difficoltà ad affrontare.
Insomma, una serie di menzogne e volgarità, tipiche in tanti appartenenti a questo esecutivo. E di qui al voto ne sentiremo ancora.

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