"Un sincero democratico". Quando la retorica e l'ipocrisia istituzionale viaggiano insieme

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"Un sincero democratico". Quando la retorica e l'ipocrisia istituzionale viaggiano insieme

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di Giuseppe Giannini

 "Abbiamo perso un politico appassionato e un sincero democratico", così il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha definito l'ex leader della Lega Umberto Bossi. Sincero il senatur lo è stato nel portare avanti, per scopi meramente elettorali, il processo di spaccatura materiale e spirituale del Paese. Famose le sue frasi divisive, da " Roma ladrona" a "Padania libera".

La secessione del Nord ricco identificato, in particolare, nella zona del Lombardo-Veneto, a discapito della zavorra centro-meridionale, e che oggi si è concretizzato nel progetto dell'Autonomia Differenziata. Un pò meno sinceri, invece, i leghisti e la famiglia Bossi quando sono emerse le faccende relative ai diamanti della Tanzania, all'acquisto della laurea per il figlio del leader e, soprattutto, per il tesoro di quarantanove milioni di euro, sottratti alle casse pubbliche a titolo di rimborsi e spese elettorali, e per i quali, una magistratura "amica" ha pensato bene di chiederne la restituzione a rate. Se poi questo modus operandi, insieme al razzismo di ieri ( contro i meridionali) e di oggi ( verso i migranti, la crociata anti-islamica), rientra nel concetto di democrazia, è quanto meno opinabile. Bisognerebbe chiederlo ai tanti residenti nel Meridione e a quelli trasferitisi al Nord (in tanti hanno acquisito la stessa mentalità da piccola borghesia padronale), che dopo essere stati infangati hanno sposato acriticamente la causa della Lega. Tra i partiti principali degli inciuci della Seconda Repubblica, il cui cambio di leadership ne ha agevolato la metamorfosi. Alla ricerca di un consenso allargato (son sempre gli eredi di certe prerogative democristiane): dal settarismo delle origini alla trasformazione in partito nazionale. Così il sottoproletariato, depauperato dalle politiche liberiste e dal tradimento della sinistra storica e del sindacalismo confederale, in cerca di rivalsa, non ha trovato di meglio che interfacciarsi con i movimenti identitari ed i sobillatori (l'assenza della coscienza di classe e del conflitto sociale).

Comunque, è una concezione del tutto particolare di democrazia, la quale, mira, unicamente, a preservarne la forma, ma che nei fatti contraddice se stessa. Con il Presidente del Senato, dalla tradizione ed il passato "ambigui", che si fa vanto di possedere il busto di Mussolini e, allo stesso tempo, afferma (insieme a tanti altri post-fascisti) di avere a cuore le sorti degli ebrei. Più che a quel popolo è allo Stato di Israele che fanno riferimento, guidato da forze alleate di estrema destra e da fanatici religiosi responsabili di crimini contro l'umanità. Guai a criticarle!, una volta che il colonialismo sionista viene accettato e giustificato come argine per combattere l'antisemitismo.

A sua volta, il Presidente della Repubblica pare avere scoperto, solo recentemente, l'esistenza e l'importanza del diritto internazionale e dell'ONU. In questi anni di genocidio e di violenze spropositate, di attacchi alle personalità delle Nazioni Unite e della Corte Penale Internazionale dove ha trascorso il suo tempo? Forse perchè troppo preso dal banchettare di qua e di là, tra la premiazione di uno sportivo e l'altra, non ha avuto modo di accorgersi che, attorno a lui, nel mondo e nel suo Paese, è successo di tutto. Quelle stesse istituzioni di cui dovrebbe essere il garante sono costantemente sotto attacco. Oppure l'hanno consigliato male e, nei rari momenti di lucidità, cerca di svegliarsi dalla sonnolenza atavica. Pertanto, ritornando alla scomparsa di Bossi, ricordare un protagonista, nel bene e nel male, della Seconda Repubblica è un conto, arrivare quasi a santificarlo è altra cosa. D'altronde di che ci meravigliamo ancora? E' la tipica narrazione che appartiene a quelli che stanno in alto. E che noi come sudditi siamo costretti a subire. La conferma di come il privilegio sia proprio delle élite politiche ed economiche accomunate dallo stesso destino.

Mentre i sottoposti continueranno a pagare gli effetti di quelle scelte del mondo parassitario che vive di rendita. Violenze, diseguaglianze crescenti, guerre. Da parte di quanti fingono di essere "sinceramente democratici". Un pessimo spettacolo. Abbiamo davvero perso la ragione.

 

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