Rex Tillerson dichiara guerra all'Iran

"Prima dell’Impero americano un altro impero, nel passato, ebbe la Persia (attuale Iran) come nemico irriducibile e anche quello cercò più volte di conquistarla. Era l’impero romano. Non riuscì mai nell’intento, nonostante gli sforzi profusi."

3176
Rex Tillerson dichiara guerra all'Iran


PICCOLE NOTE


Rex Tillerson «ha denunciato l’obiettivo di Teheran di “creare un arco settentrionale”, cioè una sfera di influenza dalla Repubblica islamica al Mediterraneo, che rappresenta un pericolo diretto per Washington e i suoi alleati». Così Alberto Stabile sulla Stampa di oggi, in un articolo che dettaglia i motivi che hanno indotto il Segretario di Stato americano ad annunciare che la presenza americana in Siria diventa permanente.




 

Tillerson ha parlato all’Hoover Institute della Stanford University, spiegando sostanzialmente che l’Us army stanziato in Siria resterà finché Assad resterà al potere, l’Isis non sia totalmente eradicato, i rifugiati non saranno ritornati in patria e la Siria non sarà liberata dalle armi di distruzione di massa.


E poi ha aggiunto, appunto, la nuova influenza iraniana nella regione, che poi è il vero motivo essendo gli altri alquanto aleatori.


Infatti, l’Isis ormai è presenza residuale ed è stato proprio l’Iran a sconfiggerlo insieme alla Russia; le armi di distruzione di massa in Siria non ci sono (come non c’erano in Iraq al tempo dell’intervento Usa); per determinare la sorte di Assad non serve una presenza militare in loco, a meno di non pensare di attaccare i russi con i quali è alleato; i rifugiati possono tornare anche senza un ombrello militare Usa.


Quella di Tillerson dunque ha tutta l’aria di una tacita dichiarazione di guerra all’Iran. Più volte abbiamo scritto che la guerra siro-irachena contro l’Isis aveva prodotto come risultato la nascita della mezzaluna sciita, che collega Teheran al Mediterraneo.


Un Imprevisto rovesciamento della guerra scatenata in Siria (e in Iraq) da parte di ambiti internazionali e regionali ostili ad Assad, da sempre alleato di Teheran.


Una guerra per procura, che ha visto la lotta tra i legittimi governi della Regione e le milizie jihadiste sostenute da sauditi e ambiti internazionali ben precisi (i neocon), oltre appunto alle milizie terroriste dell’Isis e al Nusra (al Qaeda), che pur differenti nella forma e nell’organizzazione, condividevano gli obiettivi dei primi, ovvero la caduta di Assad e l’emarginazione della popolazione sciita locale.


L’Iran e i suoi alleati (gli sciiti iracheni, hezbollah, la Russia) hanno vinto la guerra e hanno guadagnato più influenza di prima, tale l’eterogenesi dei fini di un conflitto che avrebbe dovuto far collassare l’asse hezbollah – Assad – Teheran.


Invece di prendere atto della sconfitta di questo lungo conflitto, iniziato con l’intervento americano in Iraq, gli Stati Uniti rilanciano.


Le parole del Segretario di Stato americano suonano come una dichiarazione di guerra. Per legittimare la presenza americana in Siria è possibile che venga creato, non nella forma magari ma nella sostanza, uno Stato fantoccio, un Califfato o qualcosa del genere.


Tale presenza servirà dunque da base per la ripresa del conflitto, che si annuncia di lunga durata e non privo di gravi incognite, ovvero di un allargamento globale, anche perché sia i sauditi che Israele, che vede Teheran come un nemico irriducibile, possono spingere su Washington perché forzi la mano.


Le opzioni sono tante: riaccendere la guerra siriana con milizie appoggiate direttamente dallo Stato fantoccio e/o dagli Usa; bombardare i transiti “sospetti” sull’asse Theran – Siria via Iraq o farla collassare del tutto; spalleggiare Israele in un’eventuale guerra contro hezbollah o sul Golan siriano; fomentare e sostenere le pulsioni irredentiste dei curdi iracheni (oggi sedate dopo una fiammata iniziale) e smembrare così anche l’Iraq… Ma queste sono solo alcune delle possibilità.


Prima dell’Impero americano un altro impero, nel passato, ebbe la Persia (attuale Iran) come nemico irriducibile e anche quello cercò più volte di conquistarla. Era l’impero romano. Non riuscì mai nell’intento, nonostante gli sforzi profusi.


Certo tutto è cambiato, ma ci è sembrato interessante segnalare questa reiterazione storica. Detto questo, ad oggi non si vede come, stando così le cose, la regione possa ritrovare la pace. Ci vorrebbe una Yalta mediorientale. Ma la lotta continua ad oggi non consente compromessi. Vedremo.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cosa farà la Cina sull'Iran? - Fabio Massimo Parenti (VIDEO) di Fabio Massimo Paernti Cosa farà la Cina sull'Iran? - Fabio Massimo Parenti (VIDEO)

Cosa farà la Cina sull'Iran? - Fabio Massimo Parenti (VIDEO)

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi "I nuovi mostri" - Virginia Raggi

"I nuovi mostri" - Virginia Raggi

Il casus belli della Groenlandia di Loretta Napoleoni Il casus belli della Groenlandia

Il casus belli della Groenlandia

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz di Fabrizio Verde Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

Più ore, meno diritti, zero futuro: il neoliberismo di Merz

L'economia Usa cola letteralmente a picco di Giuseppe Masala L'economia Usa cola letteralmente a picco

L'economia Usa cola letteralmente a picco

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

Quando le parole colpiscono più dei missili di Marco Bonsanto Quando le parole colpiscono più dei missili

Quando le parole colpiscono più dei missili

La censura russofobica arriva a San Marino di Marinella Mondaini La censura russofobica arriva a San Marino

La censura russofobica arriva a San Marino

Che fine ha fatto la democrazia? di Giuseppe Giannini Che fine ha fatto la democrazia?

Che fine ha fatto la democrazia?

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

La “legge” del più forte di Michele Blanco La “legge” del più forte

La “legge” del più forte

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino di Paolo Pioppi Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Lavrov e le proposte di tregua del regime ucraino

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti