Scandaloso Hollande

La sottomissione alla peggiore politica economica della destra è un collasso intellettuale

2924
Scandaloso Hollande

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Non avevo prestato molta attenzione al presidente francese da quando era divenuto evidente che non avrebbe rispettato le sue bellicose promesse elettorali, Paul Krugman si definisce scandalizzato ora che Hollande ha deciso di abbracciare la peggiore dottrina economica della destra. In Europa, sostiene, miopi conservatori guidano la politica, ma gli uomini della sinistra moderata senza spina dorsale glielo permettono. 
 
Fare peggio della Grande Depressione è un risultato rimarchevole. Ma, prosegue Krugman, è quello che l'Europa sta facendo oggi se si considera che nel 1936, sette anni dopo la Grande Depressione, molta dell'Europa allora cresceva a ritmi supeiori di quelli attuali. Negli anni '30, inoltre, molti dei paesi europei avevano abbandonato l'ortodossia economica, uscendo dal Gold Standard, interrompendo le suicide politiche dell'austerità ed iniziando un grande riarmo che ha avuto effetti di stimolo sull'economia reale. Il risultato fu una ripresa sostenuta dal 1933.

L'Europa moderna è chiaramente un posto molto migliore, moralmente e politicamente: la condivisione della democrazia ha portato una pace duratura, un Welfare consistente ha limitato i drammi sociali della disoccupazione di massa ed azioni coordinate hanno impedito il collasso finanziario. Sfortunatamente, il successo del continente nell'evitare il disastro ha avuto la conseguenza negativa di lasciare i governi nella possibilità di poter continuare con le loro politiche ortodosse. Nessuno ha lasciato l'euro, anche se è una camicia di forza monetaria; nessuno ha la necessità di aumentare la spesa militare e quindi l'austerità fiscale prosegue. Ognuno sta facendo quella che ritiene la “cosa responsabile” e la stagnazione persiste.
 
In uno scenario depresso, prosegue il premio Nobel per l'economia, la Francia non vive una cattiva situazione. Non è ad i livelli della Germania, ma la performance francese è migliore di molti paesi europei, compresi pilastri dell'ortodossia come Finalndia e Norvegia. Gli ultimi dati mostrano un calo della produzione ed il Fmi l'attribuisce all'austeità, ma ora Hollande è andato oltre nel voler cambiare il corso economico della Francia: ridurre tasse sulle imprese tagliando la spesa in non precisati settori. “E' dal lato dell'offerta che dobbiamo agire ora”, ha dichiarato ed ha rimarcato come “l'offerta crea la sua domanda”. Resuscitare la teoria fallace di Say, secondo cui carenze di domande non potrebbero mai esistere perchè le persone devono spendere i loro redditi in qualcosa, è per Krugman incredibile nel mondo nel 2014. Tutte le prove dicono che le risorse produttive, capitale e lavoro, della Francia sono inattive perchè la domanda è carente. Una semplice prova è il dato dell'inflazione che sta calando rapidamente in Francia ed in Europa, sempre più vicino al drammatico decennio deflattivo giapponese.  
 
Che senso può avere abbracciare oggi la politica ortodossa per Hollande? E', per Krugman, il segno della sventuratezza del centro sinistra europeo. Per quattro anni, l'Europa è stata nella presa dell'austerità, con risultati disastrosi. Data la durezza inflitta da queste politiche,  ci si potrebbe attendere che un politico di centrosinistra voglia modificare ardentemnte questo corso di politica economica. Ma ovunque in Europa, non si è andati oltre una critica molto debole e spesso di sottomissione. Quando Hollande è divenuto il leader della seconda potenza economica della zona euro, alcuni hanno nutrito delle speranze. Invece, si è accucciato in una sottomissione che, conclude Krugman, si è trasformato in un collasso intellettuale. E la seconda depressione economica può proseguire...

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti