Bagnai. "Nessun segnale di cambio di rotta da Letta e Renzi"

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 Intervistato questa mattina da Tgcom 24, Alberto Bagnai ha commentato i dati dell'Istat, che ieri ha certificato la fine della diminuzione del Pil, con una crescita zero per il terzo trimestre dell'anno. "Dopo quello di 5% del 2009 e gli altri crolli del 2% negli anni successivi, il reddito procapite è tornato ad i livelli del 1997, i consumi e la domanda interna sono stati distrutti. Essendosi privati della politica monetaria con l'unione valutaria, il governo italiano come gli altri membri dell'unione monetaria hanno dovuto agire con la "svalutazione interna" sul mercato del lavoro allo schock proveniente degli Usa. Minor reddito dei lavoratori significa minor domanda interna e quella che Joseph Stiglitz ha definito 'Un disastro costruito dall'uomo', ha commentao Bagnai.

Il dato dell'Istat, ha ricordato poi Bagnai, è provvisorio e si tratta per chi sa come la variazione del Pil viene calcolata di un dato complesso che ha bisogno di tempo per calcolare le varie variabile. Non bisogna dimenticare che poi ieri l'Istat ha certificato un calo di 1,9% su base annua, quando Mario Monti aveva previsto un -0,3%. "Se non cambiamo filosofia di governo saremo costretti a nuovi sacrifici", perché l'austerità produce un calo del Pil, quindi peggiore la traiettoria debito-PIL e per seguire i folli paramentri europei l'Italia è costretta ad una pericolosa spirale deflazionista. "Si agisce aspettando una ripresa dal resto del mondo che possa trainare l'euro zona nonostante l'austerità. Il proplema è che l'Europa è grande e Usa o giappone o Brics non possono risollevarla. Dobbiamo cambiare rotta noi. Dalle parole di Letta questa mattina e da quelle del nuovo segretario del Pd Renzi non vi è nessuna speranza in tal senso", ha concluso Bagnai.

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