“Cordonismo” ed estrema destra
di Diego Angelo Bertozzi per l'AntiDiplomatico
La recente e netta vittoria dell'AfD nelle elezioni in Sassonia-Anhalt ha dato ancora più forza alla posizione che possiamo nominare “cordonismo”, vale a dire l'invocazione di una politica tesa all'isolamento totale nei confronti di una formazione politica ritenuta capofila di un rinnovato fronte nero a tinte neonazista. La domanda che ci si pone è quanto sia credibile, soprattutto nell'ala destra del partito unico liberale europeo, tale pronunciamento politico ad excludendum.
La recente e netta vittoria dell'AfD nelle elezioni in Sassonia-Anhalt ha dato ancora più forza alla posizione che possiamo nominare, con un brutto neologismo, “cordonismo”: si tratta dell'invocazione di una politica tesa all'isolamento totale, da stesura di un vero e proprio cordone sanitario, per l'appunto, nei confronti di una formazione politica ritenuta capofila di un rinnovato fronte nero a tinte neonazista e, perdipiù, colpevole di essere troppo morbido nei confronti dell'incombente minaccia russa. Insomma l'intero arco liberale – da destra a sinistra – crede che non ci sia altra via che quella di un fronte comune tra gli sconfitti (nelle urne) a difesa della democrazia, delle istituzioni Ue e dell'intero Occidente (e pure della mobilitazione bellica permanente) di fronte alla nuova Idra[1] fascista. La domanda che ci si pone è quanto sia credibile, soprattutto nell'ala destra del partito unico liberale europeo, tale pronunciamento politico ad excludendum.
Senza addentrarci sull'attinenza o meno dell'etichetta di “neonazismo” su formazioni come la tedesca AfD ma tenendola per congruente, possiamo fare un breve viaggio nella storia del novecento europeo per comprendere come i “cordoni sanitari” annunciati dalle forze liberali e conservatrici siano diventati prassi reale e violenta nei confronti dei movimenti provenienti da sinistra e ispirati al socialismo, a partire dall'assedio del 1871 nei confronti della Comune di Parigi che aveva visto alleati in una spietata repressione gli ex nemici del giorno prima: le liberali Francia e Germania con i rispettivi eserciti; vero e proprio miracolo pacificatore della spaventosa, orribile e barbarica bandiera rossa apparsa nel marzo sull'Hotel de Ville!
Passiamo oltre per soffermarci sull'ascesa di fascismo e nazismo negli anni '20 e '30 del secolo scorso. Di fronte a dichiarati programmi di distruzione di ogni forma di democrazia, di supremazia razziale, di bellicismo e alle violenze nei confronti delle istituzioni degli avversari politici, soprattutto quelli legati al movimento operaio, come reagirono le forze liberali? Con un “cordone sanitario” a difesa della civiltà? Tutt'altro: di fronte all'ascesa del movimento operaio di ispirazione socialista e comunista, in Italia un ampio fronte liberale diede prova di ampia tolleranza e inclusione nei confronti del fascismo sin dal 1919, tanto che leader di primo piano come Giolitti videro nelle squadre d'azione fasciste un utile strumento per ristabilire l'ordine sociale di fronte al pericolo di una rivoluzione; poco dopo, in occasione delle elezioni del 1921, lo stesso Giolitti ne promuove l'inserimento nei “Blocchi nazionali” e. quindi, l'ingresso in parlamento. All'indomani della cosiddetta Marcia su Roma, furono molti i liberali in parlamento che votarono la fiducia al primo governo di Mussolini.
E in Germania nei confronti del Partito nazista come si comportarono liberali e conservatori? Sostanzialmente seguirono lo stesso copione infarcito di ampia tollerenza nei confronti delle violenze. Di fronte al timore della rivoluzione rossa, il fronte liberale composto dai conservatori del DVP (Deutsche Volkspartei) e dai progressisti del DDP (Deutsche Demoktatische Partei) vide nel movimento di Hitler il male minore: la coalizione di governo che nel gennaio del 1933 portò Hitler al Cancellierato era composta in gran parte da partiti liberali e conservatori e, successivamente, proprio i deputati di DDP e DVP votarono a favore compattamente della Legge sui pieni poteri (marzo 1933).
Analogie e ricorsi storici non sono certo affinati strumenti scientifici, ma possono dare interessanti indicazioni politiche, anche in questo caso. Chi scrive – e può sbagliarsi ovviamenti, nutre pochi dubbi sul fatto che in Germania (e non solo) la “destra estrema” e la destra liberale e conservatrice sapranno presto trovare un compromesso che escluda forze realmente antisistema (anti-Ue, anti-Nato e a favore del dialogo con Mosca e Pechino). Se vogliamo essere più specifici, non può essere escluso che l'unico vero “cordone sanitario” operi a sfavore di BSW, formazione di estrema sinistra guidata da Sahra Wagenknecht.
[1] Si tratta di una figura mitologica, legata al ciclo di Eracle, descritta come un grande serpente marino anfibio dotato di sei o nove teste ed ogni volta che una viene tagliata ne ricrescono altre due.


