Daniele Luttazzi - I complottisti si stanno scatenando su Epstein: ma c’è molto di oscuro

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Daniele Luttazzi - I complottisti si stanno scatenando su Epstein: ma c’è molto di oscuro

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di Daniele Luttazzi - Fatto Quotidiano (17 febbraio 2026)


I complottisti stanno ruminando i 3 milioni di documenti diffusi dal Dipartimento di Giustizia Usa, rigurgitando il bolo delle ipotesi più spericolate perché nelle email sono oscurati non solo i nomi delle vittime, ma pure i nomi dei colpevoli. Quei criminali sono ancora a piede libero, nonostante le denunce delle sopravvissute. In una email del 2020 l’avvocato di una di esse denuncia alle autorità che nella mansion di Epstein a New York un genitore affidatario, “Mike”, stuprava con complici, fra cui Epstein, la bambina che gli era stata affidata. Una foto oscurata immortala uno stupro di gruppo su quella povera bambina in età prepuberale: l’avvocato descrive la scena, un rituale sadico e violento. Il testo è raccapricciante (t.ly/s4x3b). I complottisti non sono da biasimare anche perché continuano a emergere stranezze e incongruenze nel materiale diffuso dal DoJ.

Per esempio, lo scorso luglio, volendo mettere a tacere le voci scettiche sul suicidio di Epstein (omicidio? finta morte con fuga?), il DoJ diede ai media un video di 11 ore ripreso da una telecamera di sorveglianza che inquadra un’area comune del Metropolitan Correctional Center di New York, la struttura dove era detenuto Epstein. Il filmato va dalle 19.30 del 9 agosto 2019 alle 6.30 del 10. “Chiunque fosse entrato nell’area in cui si trovava la cella di Epstein in quell’arco di tempo sarebbe stato ripreso dalla telecamera”, disse l’Fbi. Nel video si vede l’androne che porta alla cella, e alle 19.49 e 20″ Epstein accompagnato in cella dalle guardie (t.ly/SqMaD, a 9’20″); alle 6.30 del 10 luglio, il momento in cui Epstein viene trovato morto in cella, una guardia corre a telefonare. Fra i due momenti non si vede nessun altro, a parte la guardia in servizio. Ma non si vede neppure la scala che a destra sale alla cella, né la porta che, sempre a destra, porta altrove: una guardia corrotta avrebbe potuto far entrare e uscire chiunque da quella porta. Qui la mappa in 3D dell’area comune e delle celle: t.ly/FxLha (i pallini gialli nel secondo rendering indicano il percorso non visibile dalla telecamera). Allora un curiosone (io) si è chiesto: “Esistono video di sorveglianza di quella mattina fatidica? Dopo le 6.30, cos’è successo?”- Purtroppo, nei 3 milioni di files rilasciati dal DoJ non c’è traccia dei video di sorveglianza del carcere di Epstein. O almeno così credevo. Invece ci sono eccome! Ma nascosti, insieme ad altri 3789 video mai visti, da link che terminano con .pdf.

Per esempio questo: www.justice.gov/epstein/files/DataSet%208/EFTA00033220.pdf. Se lo cercate sul sito ufficiale del DoJ e ci cliccate sopra, compare una schermata con scritto “No Images Produced”. Ma se mettete sul browser lo stesso link cambiando .pdf con .mp4: apriti Sesamo! Il video diventa visibile! Va dalle 14 alle 15 del 9 luglio 2019. A questo punto, per vedere il video successivo, ho riscritto il link con 221 invece di 220. Sorpresa! Questo video parte dalle 17 del giorno dopo! Ovvero, il DoJ non ha diffuso proprio la parte interessante: il filmato della rimozione del cadavere di Epstein. Per giunta, sul pianerottolo c’è un paravento messo apposta per impedire la vista della scena che cercavo. Ci sono i video di ogni giorno, tranne quelli. Epstein era stato tradotto in carcere un mese prima, il 6 luglio. Il DoJ indica che entrò in cella alle 19.49. Nel filmato di quel giorno, a quell’ora, c’è movimento, arriva anche una donna in camice bianco che poi va verso l’ingresso a destra, ma Epstein non si vede: tutto accade nella parte cieca che dicevo (t.ly/HguDJ). Delusi? Avete sempre i 3789 video mai visti. Cercandoli con la frase magica “No images produced”, arrivate qui: t.ly/Yr7P8. Basta metterli uno per uno nel browser cambiando .pdf con .mp4 e potrete vederli tutti e 3789. Ma attenti: è la tana del Bianconiglio!

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