Gli Usa sospendono parte degli aiuti all'Egitto

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Gli Usa sospendono parte degli aiuti all'Egitto

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La decisione degli Stati Uniti di sospendere parte degli aiuti destinati all’Egitto può essere sicuramente vista come una necessità morale, sostiene Jeffrey Goldberg su Bloomberg, ma pone una serie di interrogativi per gli alleati regionali degli Stati Uniti, per il processo di pace in Medio Oriente e per la sicurezza nazionale statunitense.
 
Gli alleati americani nella regione - in particolare Israele, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Bahrain - condividono gli stessi avversari della leadership egiziana: il radicalismo sciita (nella forma del regime iraniano e Hezbollah ), i Fratelli Musulmani e l'estremismo sunnita (nella forma di al-Qaeda e gruppi affini, compresi quelli che attualmente stanno terrorizzando la penisola del Sinai). Il loro timore è quello di un maggior disimpregno Usa o, peggio, di un riavvicinamento americano all'Iran. 
 
Va poi considerato l'effetto che questa decisione potrebbe avere sui colloqui di pace tra Israele e palestinesi. L'Egitto sta tenendo Hamas sotto pressione nella Striscia di Gaza e Hamas indebolita è nell'interesse degli Stati Uniti, di Israele e dell'Autorità palestinese, con cui Israele sta negoziando sotto la supervisione degli Stati Uniti. Non ha molto senso, dal punto di vista di Israele - o dal punto di vista del presidente palestinese Mahmoud Abbas - punire i militari egiziani mentre stanno contribuendo a creare le condizioni che potrebbero danneggiare Hamas.
Infine, agire contro un governo autocrate come quello egiziano potrebbe fornire agli islamisti un barlume di speranza in un momento di estrema debolezza.

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