Grecia, primo paese sviluppato ad essere in default nei confronti del FMI

3316
Grecia, primo paese sviluppato ad essere in default nei confronti del FMI

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE


Dalla mezzanotte di martedì 30 giugno, la Grecia è in default nei confronti del Fondo Monetario Internazionale. Ieri è infatti scaduto il termine per il rimborso degli 1,6 miliardi di arretrati che il governo della Grecia doveva versare al FMI.

"Confermo che il rimborso di 1,2 miliardi di diritti speciali di prelievo che la Grecia deve al FMI non è stato ricevuto oggi. Abbiamo informato il nostro Consiglio Direttivo che la Grecia è in ritardo nel pagamento e potrà ricevere un finanziamento dal FMI solo quando avrà regolato gli arretrati ", è riportato nella dichiarazione rilasciata da Gerry Rice, direttore della comunicazione del FMI.
 
"Posso anche confermare che il FMI ha ricevuto una richiesta da parte delle autorità greche per una proroga dei pagamenti, che sarà esaminata dal board esecutivo del Fondo monetario internazionale a tempo debito", aggiunge il comunicato. Proroga che il vice-primo ministro greco aveva dichiarato alla televisione ERT di aver richiesto.  

Il mancato pagamento della rata al FMI sancisce l'ingresso del paese in una speciale classifica al fianco del Sudan, dello Zimbabwe e della Somalia, paesi che non sono riusciti a rimborsare il Fondo monetario internazionale, come riporta il quotidiano greco "Kathimerini".
 
Il Sudan è uno dei mutuatari più antichi del FMI, secondo il libro di James M. Boughton intitolato "Silent Revolution." Il governo del Sudan ha smesso di rimborsare i prestiti ricevuti dal FMI nel 1984, periodo durante il quale il paese è stato dilaniato dalla guerra civile e soffriva di una grave siccità. Il Sudan doveva quasi 1,4 miliardi di dollari al Fondo monetario internazionale ed è stato già escluso dalla concessione di prestiti a partire dal 1986.
 
La Somalia deve 327 milioni di dollari al FMI dalla metà degli anni '80. Oggi, il paese continua a soffrire di conflitti civili e attacchi terroristici.
 
Il caso dello Zimbabwe è leggermente diverso. Il paese ha iniziato a ritardare i pagamenti al Fondo monetario internazionale quando Mugabe ha annunciato la distribuzione della terra ai contadini neri, che in precedenza era di proprietà degli agricoltori bianchi. L'iniziativa di Mugabe ha causato una forte riduzione delle esportazioni di tabacco e altri prodotti. Lo Zimbabwe deve circa 111 milioni di dollari al FMI.
 
La Cambogia ha smesso di fare i pagamenti al Fondo monetario internazionale durante il periodo della Kampuchea Democratica quando erano al potere i "Khmer rossi", che hanno preso il controllo del paese scatenando il terrore. Il partito al potere in Cambogia dal 1975 al 1979, guidato da Pol Pot, ha cominciato ad adempiere ai propri obblighi finanziari nel 1975, ma il debito è stato cancellato quando il primo governo democraticamente eletto ha preso il potere nel 1993.
 
Nella lista dei paesi che non hanno pagato i loro debiti al FMI troviamo anche l'Honduras, il Congo, Panama, il Perù e il Vietnam . 

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti