Il popolo ecuadoriano si mobilita in difesa della democrazia

Rafael Correa denuncia: «Vogliono destabilizzarci»

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In America Latina è in fase di attuazione una strategia palesemente golpista, volta a rovesciare i governi progressisti e socialisti legittimamente eletti per sostituirli con altri disposti a tornare alla «larga noche neoliberal» dove le élite di questi paesi si arricchivano e i popoli languivano nella fame più nera. Un tempo dove la sovranità nazionale era inesistente e le politiche venivano decise direttamente in quel di Washington che infatti non ha mai accettato di aver perso il controllo sulla quell'area considerata il proprio 'patio trasero'. 

 

Anche l'Ecuador di Rafael Correa si trova invischiato in questa strategia, infatti, il popolo ecuadoriano ha deciso di mobilitarsi in difesa della Revòlucion Ciudadana con una manifestazione che si terrà nella capitale Quito, all'esterno del palazzo presidenziale (Palacio de Carondolet) con uno slogan eloquente: «No pasarán». 

 

 

 

In riferimento alle proteste annunciate dall'opposizione, il presidente Correa attraverso il proprio profilo Twitter ha ricordato che «le manifestazioni sono legittime in democrazia, ma non vi è alcun dubbio riguardo al fatto che vogliono destabilizzarci per impedirci di governare». 

 

Oltre al presidente, anche gli altri dirigenti del Partito di governo Alianza Pais, ritengono che queste annunciate proteste siano parte del golpe morbido che le forze di opposizione vorrebbero attuare in Ecuador così come sta avvenendo in altri paesi sudamericani. 

 

A tal proposito, Correa ha affermato: «L'amore e la speranza dei molti vincerà l'odio di pochi. Non permetteremo che mettano in pratica quello che sta avvenendo in altri paesi». 




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