"Indulto ed amnistia". Napolitano alle Camere per sovraffollamento e politici

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"Indulto ed amnistia". Napolitano alle Camere per sovraffollamento e politici

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Nel suo primo messaggio alle Camere in otto anni di carica, il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano mette al centro il dramma del sovraffollamento delle carceri. Una situazione “intollerabile”, “mortificante” e viola pure la Costituzione. La sua soluzione è diventata “inderogabile”, perché “umilia” il Paese davanti alla comunità internazionale, per “garantire i diritti elementari dei detenuti” e soprattutto per eseguire la sentenza della Corte di Strasburgo che ha già condannato l’Italia nel gennaio scorso intimando di risolvere la situazione entro il maggio 2014. Servono misure straordinarie, prosegue Napolitano, come le pene alternative al carcere, ma l'urgenza della situazione può portare il Parlamento a decidere per amnistia e indulto. I dati ufficiali sulla popolazione carceraria, ricorda il presidente, parlano nel 2011 di 64.758 detenuti in carcere con una capienza di 47.615 posti.
 
Il nodo centrale su cui si concentra il dibattito politico in Italia in queste ore riguarda come un atto di clemenza possa incidere sulle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. Per quanto riguarda l’amnistia, sottolinea il Fatto Quotidiano di oggi, la disciplina dell’articolo 151 del codice penale, “estingue il reato, e, se vi è stata condanna, fa cessare l’esecuzione della condanna e le pene accessorie” e, per effetto e nei limiti dell’articolo 210 dello stesso codice, “impedisce l’applicazione delle misure di sicurezza e ne fa cessare l’esecuzione”. Pertanto un’amnistia risolverebbe parzialmente i problemi giuridici del leader del Pdl, almeno per quanto riguarda la condanna passata in giudicato relativa ai 4 anni per la frode fiscale nel processo Mediaset. Rimarrebbero scoperti però gli altri processi in dirittura d’arrivo. L’indulto invece è “causa generale di estinzione della pena, che condona in tutto o in parte la sanzione inflitta con la sentenza di condanna, ovvero la commuta in pena di specie diversa”. Questo provvedimento quindi non cambierebbe la situazione di Berlusconi per quanto riguarda la decadenza da senatore. 
 
Il rischio è che a beneficiare dei provvedimenti di clemenza collettiva non saranno solo i detenuti che soffrono in carcere del sovraffollamento, ma anche coloro, "i colletti bianchi", che in galera non sono mai stati ed hanno un’inchiesta in corso. I reati contestati ai politici solitamente sono corruzione, concussione, abuso d’ufficio, peculato. Con sentenze superiori ad i 6 anni potrà accadere che non sconteranno neanche un giorno di carcere.

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