John Kerry pessimo Segretario di Stato?

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Hilary Clinton: un anno su quattro in giro per il mondo. John Kerry: 482 ore, grosso modo tre settimane su nove mesi di mandato. La politica estera non sarà solo questione di numeri ma è pur vero che talvolta le cifre hanno il loro peso. Kerry avrà anche macinato miglia su miglia in termini di viaggi intrapresi per le visite diplomatiche (222,512 miglia, secondo The Nation) ma non è affatto detto che alle distanze percorse corrisponda un’effettiva realizzazione degli obiettivi di politica estera.
 
Asia. Una sola visita intrapresa malgrado la strategia annunciata da Obama nel 2010, il pivot to Asia e l’importanza delle relazioni sino-americane. 
Con il Presidente Obama bloccato a Washington a causa dello shutdown, Kerry in sede APEC è stato più un astante che un rappresentante della politica estera USA, con la Cina in un ruolo dominante.
Per non parlare della debole posizione del maggiore alleato statunitense nella regione, il Giappone, la cui ripresa economica al momento stenta a prendere il via.
La Corea del Nord continua, dal canto suo, a portare avanti il programma nucleare nazionale.
 
Medio Oriente. Sette dei 15 viaggi all’estero sono stati in Medio Oriente, senza un reale progresso dell’agenda statunitense nella regione. 
Nella regione la Russia ha agito da mediatore fra Siria e Stati Uniti, scongiurando l’intervento armato di questi ultimi e avanzando una discreta soluzione diplomatica alla crisi, spingendo per l’eliminazione dell’arsenale nucleare siriano. Nei rapporti con l’Iran, una distensione delle relazioni si è avuta grazie all’avvicinamento di un Rowhani particolarmente affabile .
Qualsiasi scintilla fosse rimasta della Primavera Araba è stata offuscata dal colpo di stato in Egitto dove gli Stati Uniti hanno simbolicamente ridotto gli aiuti economici forniti al nuovo governo.
E mentre l’Arabia Saudita - il maggiore alleato di Washington in Medio Oriente insieme ad Israele - avanzava perplessità circa l’inazione degli Stati Uniti nella situazione siriana, prospettando potenziali cambiamenti nelle relazioni con gli US, Kerry ha puntualmente abbandonato la visita nel paese per recarsi a Parigi in vista di “dialoghi urgenti”.
 
Altrove. Il Pakistan continua a ostentare i suoi legami con i talebani, pur continuando a ricevere aiuti dagli Stati Uniti.
Dopo quanto emerso con il datagate è difficile parlare positivamente delle relazioni con India e Brasile, il quale si sta impegnando per organizzare un summit internazionale proprio per discutere circa le modalità di contrastare il programma di sorveglianza statunitense.

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