La censura russofobica arriva a San Marino

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La censura russofobica arriva a San Marino



di Marinella Mondaini*

Hanno vietato il film. Non avrei mai immaginato che la psicosi sarebbe arrivata fino a San Marino. Mostrare agli abitanti un film russo può perfino provocare una deviazione dal cammino europeo intrapreso dalla Repubblica di San Marino! Incredibile! Dov'è la tanto decantata libertà, sovranità"?

Come riporta Linkiesta: “Nel pieno del dibattito sull’accordo di associazione con l’Ue, il segretario di Stato Luca Beccari interviene contro le interferenze legate alla proiezione di un documentario di Russia Today <…> mettendo in guardia dai tentativi di condizionare il percorso europeo del Paese.
«Vi prego, fermiamo chi continua a portare avanti la disinformazione in questo Paese». A rivolgersi così al Consiglio Grande e Generale, ovvero il parlamento monocamerale della Repubblica di San Marino, è Luca Beccari, segretario di Stato per gli Affari esteri. Il suo appello è arrivato mercoledì in una fase di intensi dibattiti sul Titano circa l’accordo di associazione con l’Unione europea.
In particolare, dopo un articolo de Linkiesta, in cui evidenziavamo come la proiezione del documentario “Biolab, la guerra biologica”, realizzato dall’emittente statale Russia Today, prevista per il 7 febbraio in un luogo ancora non pubblicizzato della Repubblica di San Marino, riprenda un classico delle misure attive di Mosca e arrivi proprio mentre il governo cerca di rafforzare i legami con Bruxelles. A tal proposito il segretario Beccari ha dichiarato: «Guardate oggi cosa appare su (…) Linkiesta (…), dove addirittura le vicende sammarinesi riguarda all’accordo di associazione vengono ancora inquinate da fattori esterni, come il fatto che si tenti a San Marino di proiettare un documentario da parte di media filorussi, a discapito dell’Ucraina, e magari con il tentativo di boicottare, ancora una volta, il nostro percorso di integrazione verso l’Unione europea».
Mercoledì, su Linkiesta, avevamo raccontato che tra i protagonisti della proiezione del documentario, che mette al centro una delle narrazioni più classiche della disinformazione sovietica e russa, ci sia Vincenzo Lorusso, italiano che vive nei territori ucraini occupati dalla Russia, da cui cura il sito Donbass Italia. Tra gli ospiti la pasionaria putiniana Marinella Mondaini, lo sceneggiatore e blogger complottista Massimo Mazzocco e l’attivista No-Vax Ugo Rossi (https://www.linkiesta.it/.../russia-san-marino-documentario/)

Questo è il secondo articolo, ostile e prevenuto, del giornale Linkiesta contro il film russo per spronare le autorità a vietarlo. L’autore degli articoli pare sia anche lui un “pasionario” per l’Unione Sovietica e l’aggettivo “sovietico” che infila pure nella fantomatica “narrazione russa”, solo che egli vive ancora con la paura del fantasma dell’URSS che si aggira minaccioso sull’Europa.

Un film che mostra la verità sul Donbass e sull’Ucraina, tenuta nascosta da 11 anni, dovrebbe al contrario essere accolto con curiosità e interesse. Sentire anche l’altra campana non può che contribuire a farsi un’opinione più giusta. Un film non può “condizionare il percorso europeo del Paese”! E interessante poi sarebbe sapere chi è che “continua a portare avanti la disinformazione in questo Paese”?

Davvero basta un breve film con dibattito di una sera per sabotare il cammino intrapreso di associazione all’UE?

Come si fa ad asserire con tale tracotanza che si tratta di "disinformazione russa" se non lo si vuole nemmeno guardare??

E infine, è così che la repubblica di San Marino ringrazia la Russia per il vaccino Sputnik, ricevuto in aiuto per affrontare il Covid-19? A tal proposito, non posso che esprimere la mia indignazione per la frase: “L’enclave ha sempre goduto di ottimi rapporti con la Russia di Vladimir Putin, tanto da essere stata uno dei «laboratori» del vaccino russo Sputnik contro il Covid-19”. Perché “laboratorio”? Se l’autore dell'articolo voleva insinuare che la Russia ha usato la popolazione di San Marino come cavia da sperimentazione del vaccino Sputnik, compie un’insinuazione malvagia. Lo Sputnik aveva già superato brillantemente tutti i test, era già usato con successo dalla popolazione russa. L’ingratitudine è una brutta sindrome rancorosa, e anche una forma di debolezza, così come censurare un film, vietare un dibattito pubblico, un evento culturale.

*Post Facebook del 23 gennaio 2025

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