Jiang Xueqin: "Gli Usa perderanno questa guerra e cambierà per sempre l'ordine globale". Il video del 2024 torna virale

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Jiang Xueqin: "Gli Usa perderanno questa guerra e cambierà per sempre l'ordine globale". Il video del 2024 torna virale

Mentre i missili cadono su Teheran e il mondo trattiene il fiato, c'è un uomo che tutto questo lo aveva già visto sedici mesi fa. Si chiama Jiang Xueqin, è uno storico, educatore e analista geopolitico di Pechino, e nel maggio 2024 tenne una conferenza destinata a diventare virale. La sua previsione? Donald Trump, se rieletto, sarebbe stato spinto verso una guerra con l'Iran da Israele, dall'Arabia Saudita e dalla necessità di riaffermare l'egemonia USA. Oggi quel video conta centinaia di migliaia di visualizzazioni e Jiang, che in pochi giorni ha superato i centomila iscritti, viene chiamato da alcuni il "Nostradamus cinese".

L'analisi di Jiang descriveva nel dettaglio cosa sarebbe accaduto dopo i primi bombardamenti. Le truppe di terra statunitensi, spiegava, sarebbero finite in trappola, schiacciate dal territorio montuoso iraniano, dalla compattezza della popolazione e da problemi logistici insormontabili. Il paragone storico? L'invasione ateniese della Sicilia e i fallimenti USA in Vietnam. Di fronte alla sconfitta, prevedeva Jiang, gli Stati Uniti avrebbero potuto minacciare l'uso di armi nucleari, ma la Russia avrebbe posto una linea rossa, bloccando l'escalation e lasciando Washington in un vicolo cieco strategico.

 
 
 
 
 
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Naturalmente non mancano i detrattori. Su Reddit e altre piattaforme qualcuno lo definisce un visionario di parte, accusandolo di pregiudizio anti-americano. Ma i fatti sono testardi: aveva previsto il ritorno di Trump, aveva previsto l'escalation con l'Iran. Un utente nei commenti al video virale scrive: "Sono scettico su quello che dice, ma è il tipo che ha previsto questa guerra tre settimane fa". Altri lo seguono dal 2023 e lo definiscono molto preparato.

Jiang però non parla solo di strategia militare. In questi giorni gira un suo passaggio che colpisce dritto al cuore del dibattito statunitense: "Ogni missile che vedete cadere in Iran avrebbe potuto essere speso per milioni di americani, per ridurre il debito, per la sicurezza nelle scuole, per i sistemi fognari, per pagare debiti medici e prestiti studenteschi, per ridurre il costo della vita, per finanziare la maternità e i congedi parentali. L'America ha abbastanza ricchezza per dare a ogni cittadino una casa pulita ed efficiente. È una scelta non farlo".

E ancora: "La conoscenza base della storia ti dice che quando un impero è in declino e cerca di riaffermarsi attraverso conflitti esterni, va sempre male e finisce per accelerare il declino".

A prescindere da cosa si pensi di Jiang Xueqin, la sua analisi costringe a fare domande che molti preferirebbero evitare. La guerra in Iran sarà una vittoria rapida o un pantano? I bombardamenti basteranno a piegare Teheran? E se serviranno truppe di terra, gli USA sono pronti a un altro Vietnam?

Jiang dice di no. Dice che le montagne iraniane divoreranno i soldati come divorarono quelli ateniesi a Siracusa. Dice che la Russia non permetterà una sconfitta totale del regime. Dice che alla fine Washington si troverà con le scorte esaurite, un nemico ancora in piedi e un impero che arretra su tutti i fronti.

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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