La fine del grande alibi

L'incontro tra Movimento 5 Stelle e PD: il disco rotto preferito dal mainstream poi smetterà di suonare

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La fine del grande alibi

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di Paolo Becchi

Fonte: Blog di Beppe Grillo

Facciamo un po' di cronaca politica dell'ultimo anno, soprattutto per chi ha avuto la sventura di informarsi solo attraverso i giornali di De Benedetti e soci.

Dopo il fallimento di Bersani, Giorgio Napolitano non ha neppure per un momento pensato di affidare l'incarico al M5S, prima forza politica nelle elezioni del febbraio 2013. Il Movimento è così passato all'opposizione, dove ha svolto un lavoro egregio: dalla battaglia sull art. 138 in difesa della Costituzione - una battaglia vinta perché quel progetto è fallito – alla denuncia dell'evasione di 98 miliardi di euro delle società che gestiscono il gioco d'azzardo, tollerata da una politica vicina e collusa; dalla lotta contro Equitalia, Fiscal Compact e Mes alla restitutizione di milioni di euro di stipendi non percepiti per un fondo per le Pmi, per non considerare i 46 milioni di euro di finanziamenti non percepiti. E la lista potrebbe essere ancora molto lunga. E' coerenza, è un modello di buona politica che si potrebbe attuare, ma, purtroppo, di tutto questo non resta traccia. 

Negli organi di informazione si è parlato solo di scontrini, espulsioni, occupazione clandestina di tetti e così via. Ma l'accusa piu infamante, il grande alibi, è stato quello dei cosiddetti "voti congelati", ovviamente per convincere chi ha votato il Movimento 5 Stelle a non "congelare ulteriormente il proprio voto" con chi "non è uscito dal blog". Il M5S è figlio della rete, ma nel Parlamento ha assunto con grande forza, impegno e determinazione il ruolo della opposizione che gli ha riservato per lui il Presidente della Repubblica. Per i due partiti che hanno governato insieme da decenni con il velo della finta opposizione - che diveniva incandescente solo a parole e nei finti talk show studiati per ingannare l'opinione pubblica nelle reti televisive da loro gestite direttamente - è stato uno shock culturale vedersi in Parlamento cittadini che hanno voluto indagare a fondo ogni singola postilla del loro mercificare.
 
La legge elettorale è un nodo da risolvere, spartiacque per la vita politica futura del paese. Dopo che la Consulta ha dichiarato che due punti fondamentali del Porcellum sono incostituzionali, Pd e Forza Italia hanno trovato l'intesa su un disegno di legge che presenta gli stessi profili di illegittimità di quella precedente. Con un grande gesto di responsabilità politica, l'opposizione ha offerto al principale partito del paese di discutere una proposta alternativa che introdurrebbe in Italia un sistema elettorale in grado di bilanciare rappresentatività e governabilità. Anche gli organi di informazione si sono dovuti piegare alla realtà dei fatti ed ammettere che esiste un'alternativa e questa è già una grande vittoria per il M5S.  
 
È abbastanza difficile pensare che il matrimonio tra Renzi e Berlusconi si sciolga. Il premier per ora ha solo annunciato e deve portare a casa un risultato. Berlusconi, confermando la famigerata intesa del Nazareno, può aspirare a presentarsi come Padre costituente e chissà che re Giorgio, ormai ad un passo dall'abdicare seguendo le orme di Juan Carlos in Spagna, possa pensare ad un atto di clemenza nei suoi confronti. Intanto su una cosa il patto Renzi-Berlusconi ha sicuramente funzionato: la legge anticorruzione è finita nel dimenticatoio di quel Parlamento sempre meno organo sovrano e decisionale.
La politica può riservare sorprese, ma domani una cosa è certa: il grande alibi avrà fine.

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