La povertà in Germania tocca nuovi record

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“Tra prosperità e povertà – un test sul punto di rottura” è il report sullo sviluppo della povertà in Germania pubblicato dall'associazione Joint Welfare, ripreso dal World Socialist Web site, in cui si smentisce la tesi che vuole Berlino immune dagli effetti della crisi e contraddice esplicitamente le dichiarazioni ufficiali del governo Merkel che aveva affermato come dal 2005 la povertà fosse rimasta stabile.
 
Le forze centrifughe sociali e regionali, misurate in termini di divario dei redditi, sono cresciute drammaticamente in Germania dal 2006 ad oggi” ed il paese si trova di fronte a “un test sul punto di rottura: la Germania non è mai stata tanto divisa come lo è oggi,” sostiene il direttore Ulrich Schneider. Definendo il “tasso di povertà relativo”, o rischio povertà, in termini di un reddito inferiore del 60 percento rispetto al reddito medio, il report del 2013 della Joint Welfare Association rileva una “tendenza molto chiara ad un aumento della povertà dal 2006 al 2012, passata dal 14% al 15,2% della popolazione”. Nel 2012 la soglia di povertà era fissata a 869 euro al mese per un nucleo familiare formato da una singola persona, e di 1826 euro al mese per una famiglia di quattro persone con due figli sotto i 14 anni. Lo studio indica che gli assegni a sostegno del reddito previsti dalle leggi “Hartz IV” erano insufficienti e sono stati tenuti all’incirca il 30 percento sotto il necessario per ragioni di budget. 
 
Per quel che riguarda poi la divergenza tra lo sviluppo economico e la povertà, nel 2011, quando la Germania riportava una crescita economica del 3,9 percento in termini reali, nonché una disoccupazione in calo, il tasso di povertà è balzato dal 14,5 al 15,1 percento. Nel 2012, quando la crescita economica è stata di appena lo 0,9 percento in termini reali e il tasso di disoccupazione è rimasto invariato, il tasso di povertà è cresciuto solamente dello 0,1 percento. In altre parole, mentre i profitti della crescita finiscono nelle tasche dell’élite finanziaria e commerciale, i nuovi posti di lavoro che vengono creati sono a basso salario. Lo sfruttamento e la povertà sono in aumento.
 
L’associazione prevede un ulteriore drammatico peggioramento della situazione per i prossimi anni. A partire dal 2020 si applicherà il “tetto del debito” prescritto dalla Costituzione, il che proibirà agli Stati federali di prendere nuovi prestiti. Tagli massicci alla spesa aggraveranno la povertà e stati come Brema e Saarland dovranno “tagliare la spesa di una quota tra un quinto e un quarto, al fine di rientrare nel tetto del debito sotto le attuali condizioni”. 
 
Per una traduzione completa del lungo articolo di WSWS si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero.

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