La recessione della zona euro non è finita

Il principale ostacolo alla ripresa: l'Italia

3258
La recessione della zona euro non è finita

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Rispetto alle dichiarazioni dei leader politici europei di una ripresa economica iniziata e della bontà delle loro politiche d'austerità, Wolfgang Munchau sul Financial Times sostiene come il +0,3% degli ultimi due quarti dell'eurozona non é un indicatore sufficiente per porre fine alla recessione. 
L'attenzione su due quarti, sostiene il Columnist del Ft, è un buon indicatore per un ciclo normale di affari, ma questo non è un periodo normale. Comparando il primo quarto del 2007 ed il primo del 2013, il Pil reale si è contratto di un 1,3% nell'eurozona, il 5.3% in Spagna e l'8.4% in Italia. Nello stesso periodo il tasso degli investimenti è crollato di un 19% nell'eurozona, un incredibile 38% in Spagna ed il 27% in Italia: tra il primo quarto del 2007 ed il primo quarto del 2013, infine, l'occupazione è crollata del 17% in Spagna e del 2% in Italia. Non si può annunciare la fine della recessione fino a quando non si avrà una crescita sostenuta in crescita ed occupazione e non si tornerà ad un livello di flussi commerciali del periodo pre crisi.

Il principale ostacolo sulla crescita dell'eurozona è secondo Munchau l'Italia: la coalizione del premier Enrico Letta è collassata per la decisione di Silvio Berlusconi di ritirare i suoi ministri e l'ultimo dissidio politico prolungherà la recessione mentre l'incertezza frena gli investimenti. Anche un nuovo governo non risolverà la crisi: l'Italia soffre di un livello non sostenibile di debito pubblico combinato ad un'assenza totale di crescita produttiva. In questo scenario, secondo Munchau,  il paese ha due opzioni per uscire dalla crisi: divenire come la Germania o lasciare l'euro. Non essendo in grado di raggiungere la prima opzione - i due economisti italiani Francesco Giavazzi ed Alberto Alesina hanno calcolato in 50 miliardi di euro l'adeguamento del costo del lavoro ad i livelli tedeschi – resterebbe la seconda, non presa in considerazione dalle autorità. L'Italia non ha di fronte minacce immediate, dato che i tassi d'interesse di lungo periodo sono a livelli molto bassi ed il paese potrà finanziarsi fino al momento in cui uno shock politico o economico forzerà alcune decisioni.
Il principale ostacolo sulla resurrezione della crescita economica non è fiscale, prosegue il Colmnist del FT, ma il fallimento continuo a livello politico nel trovare una soluzione al dissenso bancario. In agosto, i prestiti alle imprese sono diminuiti del 2% rispetto al 2012. L'unione bancaria potrebbe aiutare, ma solo se ci fosse la rottura la relazione tra banche e sovrani e pulire i bilanci.
Ma nulla di questo sta accadendo. Il presidente della Bce Mario Draghi, sostiene Munchau, non può permettersi di ripetere gli errori della European Banking Authority, che ha perso la sua credibilità con i test farsa, e farà di tutto per fornire stress test onesti e credibili alle principali banche europee che inizieranno il mese prossimo.
Le notizie più positive nell'euro-zona riguardano le esportazioni spagnole, che sono cresciuto nell'11% nei termini reali per la prima metà del 2008 alla prima metà di quest'anno. Il miglioramento della competitività spagnola è sostanziale, ma dovuta principalmente come un risultato di tagli all'occupazione: la strategia export-led del tipo di quella perseguita nella Germania è la migliore e più sostenibile per la Spagna?
L'implosione economica e politica dell'Italia, conclude Munchau, le restrizione al credito e l'austerità passata sono tra i fattori principali che pesano sull'eurozona di oggi. La recessione iniziata nel 2008 continua, due quarti non provano nulla.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Il consumismo consuma i consumatori (di Francesco Erspamer)

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti