L’Algeria ribadisce il rifiuto alle basi straniere sul suo territorio

"Uno “Stato capace” non ha bisogno di basi straniere per combattere la minaccia terroristica"

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L’Algeria ribadisce il rifiuto alle basi straniere sul suo territorio

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da al manar
 
Per bocca del suo ministro per gli Affari del Maghreb, dell’Unione africana e della Lega araba, Abdelkader Messahel, intervenuto alla vigilia dell’apertura della Conferenza internazionale sulla lotta contro l’estremismo, l’Algeria ha ribadito il suo rifiuto a qualsiasi base straniera sul suo suolo.
 
Per giustificare una tale posizione, Messahel ha usato un linguaggio diplomatico abbastanza rilevante. Egli ha sostenuto che uno “stato capace” non ha bisogno di basi straniere per combattere la minaccia terroristica, sapendo che le potenze straniere che vogliono stabilire basi militari in Nord Africa in genere utilizzano il pericolo del terrorismo per giustificare la loro richiesta.
 
Messahel ha affermato per l’ennensima che lo Stato algerino ha tutte le capacità per affrontare la minaccia del terrorismo ai suoi confini e nel suo territorio, ma è stato un modo intelligente per ingraziare alcune potenze straniere interessate a installare  le basi militari.
 
La posizione algerina così come è stata esposta da Messahel aiuta a respingere le pressioni, che stanno aumentando ultimamente, per stabilire basi straniere sul territorio nazionale, evitando che il rifiuto algerino venisse interpretato come un segno di ostilità nei confronti di questi stessi paesi la cui facoltà di nuocere non deve essere mai trascurata.
 
Il richiamo della posizione algerino su questa delicata questione da parte del Ministro Messahel è quello di mantenere i contatti con l’ultimo punto di un altro alto funzionario algerino. Infatti, come parte della sua ultima apparizione mediatica, Ahmed Ouyahia, come segretario generale della RND (un partito politico algerino) e capo di Gabinetto della Presidenza della Repubblica ha chiaramente ribadito i motivi che potrebbero spiegare le sfide Algeria nella attuale situazione regionale e internazionale.
 
Ouyahia ha ricordato, in particolare, il fatto che l’Algeria si rifiuta di inviare il suo esercito in guerra al di fuori dei suoi confini (in Libia e Medio Oriente) e per il fatto che, oltre alla Siria (si sa cosa è accaduto) l’Algeria è l’unico paese arabo a rimanere in piedi a fianco del popolo palestinese contro l’occupazione israeliana. Ouyahia è giunto al punto di dichiarare che l’Algeria giuridicamente è ancora in guerra contro Israele.
 
Gli osservatori diplomatici non esitano a mettersi in relazione queste posizioni ufficiali dell’Algeria contro l’interventismo delle grandi potenze nella regione e le pressione ricevute, compresa la forma di azioni di destabilizzazione per minare la pace civile e l’unità nazionale, come è accaduto di recente nel wilaya di Ghardaia.
 

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