L'autolesionismo economico

Diversi commentatori ed esperti sembrano non voler imparare dagli errori degli anni '30

2379
L'autolesionismo economico

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

Coniando il termine Mellonismo - dal Segretario del Tesoro americano Andrew Mellon, che ai tempi della Grande Depressione invitava il presidente Herbert Hoover a non fare nulla per mitigare le sofferenze ma faceva pressione per la liquidazione “dei rottami fuori dal sistema” - Paul Krugman sostiene come questa concezione sia ovunque nell'America di oggi. Prendendo a riferimento anche quanto di erroneo diceva negli anni '30 il noto economista Joseph Schumpeter, che consigliava l'inerzia al governo perchè lo stimolo artificiale non avrebbe permesso di far fare alla depressione il suo lavoro di distruzione delle inefficienze, in The Urge to Purge, Krugman sostiene come la macroeconomia moderna ha dimostrato i loro errori e si dovrebbe agire differentemente per la crisi in corso.
Tuttavia, la volontà di “purge”, di vedere vale a dire la depressione come punizione necessaria e desiderabile dei peccati passati ed ogni tentativo di mitigare i loro effetti come controproducente — è ancora molto forte. In pochi sostengono, infatti, che il governo federale e la Fed stia facendo poco per combattere la disoccupazione di massa allarmante, ma giornali e televisioni sono pieni di commentatori ed esperti che demonizzano il deficit spending, la creazione di moneta e denunciano l'economia keynesiana come la radice di tutti i mali.
Questo nonostante i Keynesiani abbiano fino ad oggi avuto ragione in tutte le fasi della crisi. Di fronte alle accuse che la politica monetaria espansiva della Fed, che ha più che triplicato la quantità di moneta dall'inizio della crisi, avrebbe aumentato i tassi d'interesse e l'inflazione, i dati sono eloquenti: dopo 4 anni i tassi sono ai livelli più bassi della storia e l'inflazione è inferiore al 2%. Ma i mellonisti non si arrendono: l'ultimo esempio che prende a riferimento Krugman è David Stockman, ex consigliere di Ronald Reagan ed autore del recente “The Great Deformation.”, un libro che non aggiunge nulla alla teoria repubblicana della liquidazione. Secondo Stockman, l'origine dei mali dell'economia americana è da rintracciare nella decisione di Roosevelt di eliminare il gold standard e di introdurre l'assicurazione per i depositi, da allora si hanno avuti una serie di squilibri dal lato del consumo, debito e monetario, che solo per “fortune casualità” ha evitato il disastro totale negli ultimi 70 anni.  
Stockman, come molti altri mellonisti, fraintendono secondo Krugman il concetto di debito in crescita: è vero che il debito pubblico e privato nell'economia americana sia aumentato in modo notevole rispetto al Pil,  ma questo non significa che siamo una nazione che ha vissuto al di sopra delle sue possibilità ed è giunto l'ora di stringere la cinghia. Nonostante il paese abbia accumulato un debito estero consistetene, ma non così elevato come molti dicono, la maggior parte del debito è un prestito di alcuni americani ad altri americani, che non rende una nazione di per sé più povera. Il maggiore problema indotto da questa situazione è che sta tenendo l'economia depressa, facendo spendere la popolazione troppo poco.
Cosa obbiamo fare ora?, si domanda l'economista americano. In primo luogo restaurare la regolamentazione finanziaria vigente nell'era precedente a Reagan, che aveva impedito la creazione di una leva finanziaria eccessiva. Ma questo per prevenire la prossima crisi: per affrontare questa di oggi abbiamo bisogno di un ulteriore stimolo fiscale e monetario che permetta a coloro che non sono troppo indebitati nel paese di spendere di più, nel momento in cui i debitori stanno risparmiando. Ma questo è anatema per i Mellonisti che lo considerano il primo passo per il precipizio finanziario. Le teorie di Mellon si sono dimostrate sbagliate negli anni '30, quelle dei suoi avatar sono zombie oggi. Nonostante ciò, sono ancora in grado di condizionare l'opinione pubblica: la disoccupazione e non l'eccessiva produzione di moneta deve essere il nemico. La politica, conclude Krugman, dovrebbe fare di più, e non meno. 

Si consiglia la lettura di:

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti