Le bugie di Saccomanni

Una decrescita di 0,2% in meno accolta come la fine della crisi

1869
Le bugie di Saccomanni

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

In uno dei suoi ultimi post sul suo blog Goofynomics, Il bilancino del farmacista, il prof. Alberto Bagnai commenta le dichiarazioni del ministro dell'economia italiano Saccomanni - “Un funzionario della Banca centrale indipendente prestato al Tesoro. Come dire che se la Banca è indipendente dal Tesoro, il Tesoro non lo è dalla Banca” - sulla fine del periodo di crisi in Italia.
Come tutti i governanti, Saccomanni deve infondere ottimismo, ma, prosegue Bagnai nella sua analisi, le motivazioni utilizzate dal ministro rasentano il ridicolo: la sua fiducia sarebbe alimentata dal fatto che nel secondo trimestre la decrescita dell'Italia è stata solo del -0.2%, anziché del -0.4% previsto "dagli economisti". In realtà già l'OCSE ad aprile aveva previsto come nel secondo trimestre la decrescita sarebbe stata del -0.26% e le stime preliminari dell'ISTAT confermano sostanzialmente questo dato e non è una buona notizia, perché l'OCSE annunciava la ripresa per l'anno prossimo.
Il problema strutturale resta sempre lo stesso: le rigidità dell'euro, con la connessa austerità, hanno trasformato uno shock esterno indubbiamente rilevante in una catastrofe di proporzioni inaudite, che ha riportato il paese ai livelli di reddito di più di 15 anni fa. Attraverso un grafico illuminante, Bagnai mostra come il reddito pro capite in termini reali (cioè in effettivo potere d'acquisto) sarebbe a quasi 27000 euro - anziché 22450 (come nel 1998)  - se a partire dal 2007 l'Italia avesse continuato a crescere al tasso medio registrato fra il 1999 e il 2007, cioè nell'età dell'euro, pari all'1.1%, la metà di quanto si era avuto dal 1980 al 1999. 
Per recuperare tutto il tempo perduto e tornare sul sentiero tendenziale pre-crisi, nei cinque anni 2013-2018, l'economia italiana dovrebbe crescere del 3.6%. Chiaramente impossibile. E anche se il paese cominciasse a crescere al 2% fisso in termini reali dall'anno prossimo, ci vorrebbero diciassette anni per recuperare i diciotto anni persi. Se per "fine della recessione" intendiamo il recupero graduale ed in tempi lunghi del tenore di vita relativo, conclude Bagnai, questi sono gli ordini di grandezza che sarebbero risolutivi: il 4%, il 2%. Lo 0.2% con cui Saccomanni annuncia trionfalmente la fine della recessione “è lo smarrito girovagare di superstiti fra le macerie di un bombardamento”.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza di Fabrizio Verde Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cento Anni di Fidel: il Coraggio e la Coerenza

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)   Una finestra aperta Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

Cina, il viaggio non è più quello di una volta (e meno male)

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia? di Francesco Santoianni In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

In Campania una fabbrica di droni destinati a colpire la Russia?

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE di Raffaella Milandri RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

RUSSELL MEANS, IL NATIVO CHE L’AMERICA NON RIUSCÌ A IGNORARE

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer) di Francesco Erspamer  Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Woke, l'obsolescenza che fa PIL (di Francesco Erspamer)

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke" di Paolo Desogus Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Gli errori (da non ripetere) della "cultura woke"

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione di Alessandro Mariani Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

Complottista a chi? La legge di Gresham per l’informazione

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad di Marinella Mondaini La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

La nuova provocazione della NATO nei pressi di Kaliningrad

Succubi e complici di americani ed israeliani di Giuseppe Giannini Succubi e complici di americani ed israeliani

Succubi e complici di americani ed israeliani

Il caro prezzo della Bari "attrattiva" di Antonio Di Siena Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Il caro prezzo della Bari "attrattiva"

Italia e vincolo esterno di Gilberto Trombetta Italia e vincolo esterno

Italia e vincolo esterno

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi) di Giorgio Cremaschi ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

ZELENSKY SI INCHINA A UN NAZISTA (di Giorgio Cremaschi)

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti