Le colpe dei governi europei per la mancata crescita

Un crollo del 12% in termini di Pil reale non è giustificabile

1985
Le colpe dei governi europei per la mancata crescita

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Prendendo a riferimento l'opinione diffusa secondo cui i trend di crescita pre-crisi del 2008 non sono auspicabili perché avevano in sé i germi della bolla poi esplosa, Wolfgang Munchau in  Blame bad policy for Europe’s lost growth sostiene come questo può essere vero solo per alcuni isolati paesi dell'euro-zona, ma non certo per il sistema nel suo intero. 

Al contrario di quello che accadde nella Grande Depressione americana quando il Segretario del Tesoro americano Andrew Mellon raccomandava di “liquidare l'intera economia”, ma alla fine prevalsero uomini più ragionevoli, in Europa sono le politiche errate ad imporsi.
 
In Lettonia - un paese molto piccolo la cui economia è crollata del 50% dopo la fine del comunismo e la media di crescita post-scock 1994-99 è stata del 4% e dell'8,5% dal 2000 al 2007 per poi crollare del 25% ad inizio crisi – possono, come ha scritto recentemente anche il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard, rintracciarsi tutti i sintomi di una bolla speculativa ed il crac è stato originato più dall'afflusso di capitali stranieri che dalle misure d'austerità.

Anche in Spagna, dove la media di crescita reale del paese è stata del 2,6% negli anni '90 e del 3,7% dal 1999 al 2007 dopo l'ingresso nell'euro, il boom è stato legato all'arrivo massiccio di capitali esteri che hanno generato un immensa bolla immobiliare. E' ragionevole assumere quindi che come in Lettonia, una parte della crescita spagnola mostrava i segni ed i sintomi di una bolla e quindi Madrid non dovrebbe cercare di riprendere quei ritmi di crescita. 
 
Ma questo discorso, prosegue il Columnist del Financial Times, non vale chiaramente per l'intera eurozona, che non mostrava questi sintomi ed anzi i prezzi immobiliari in Germania si contraevano. La media del Pil dell'eurozona tra il 1999-2007 era del 2.3%, simile a quello di un decennio precedente. Secondo i calcoli personali di Munchau c'è ora un gap del 12% in termini del Pil perso da oggi al livello precrisi e questo non è in nessun modo attribuibile ad una bolla.
Nel lungo periodo, le economie tendono a convergere ad i loro trend naturali di crescita, a meno che le autorità governative, come ad esempio quelle giapponesi degli anni '90, commettano imperdonabili errori a livello di politica economica. Ed è proprio quello che sta accadendo in Europa. 
 
Se il sistema europeo avesse sistemato il suo sistema bancario nel 2008, come hanno fatto gli Stati Uniti, e non avesse imposto folli misure d'austerità, ci sarebbe stata comunque una profonda recessione, ma la zona euro avrebbe ripreso il sentiero della crescita. Invece,conclude Munchau, l'austerità combinata alla restrizione del credito rendono i politici europei colpevoli per questo calo permanente e non necessario di produzione ed occupazione.

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