L'FBI ha combattuto al fianco dell'Esercito Usa in Iraq e Afghanistan

L'evoluzione dell'agenzia americana in organizzazione antiterrorismo

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L'FBI ha combattuto al fianco dell'Esercito Usa in Iraq e Afghanistan

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Sulla scia degli attentati dell'11 settembre, il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha stretto un'alleanza poco nota con la Joint Special Operations Command dell'Esercito Usa, incaricata di pianificare le operazioni condotte dalle forze speciali delle Forze Armate degli Stati Uniti, che ha permesso ad alcuni agenti dell’Hostage Rescue Team, un'unità speciale dell'FBI , di partecipare a centinaia di incursioni in Iraq e Afghanistan ma anche in Somalia e Libia, come documentato da Adam Goldman e Julie Tate sul Washington Post.  

 
Se non sorprende che investigatori addestrati possano intervenire in caso di operazioni contro leader terroristi di alto valore, ciò che è interessante è "che gli agenti spesso hanno partecipato direttamente scontri a fuoco e questo ha generato significativi dibattiti interni per quanto riguarda se i compiti dell’agenzia di polizia federale statunitense", scrive Robert Chesney, professore di diritto presso l'Università del Texas, sul blog Lawfare

 
Con la fine della guerra in Afghanistan,  i funzionari dell'FBI sono diventati più disposti a discutere della poco nota alleanza tra l'ufficio e il Joint Special Operations Command .


 
La rivelazione conferisce ulteriore credito alla tesi della trasformazione dell’FBI da agenzia per la lotta contro la criminalità a un'organizzazione antiterrorismo. Dall’11 settembre, infatti, il compito di sventare complotti terroristici ha assorbito la maggior parte del bilancio del FBI - 3,3 miliardi di dollari rispetto ai 2,6 miliardi dollari per la criminalità organizzata, secondo un rapporto scritto per Mother Jones da Trevor Aaronson, autore di  "The Terror Factory". 

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